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Mattarella a Conversano per il centenario della morte di Giuseppe Di Vagno. La cerimonia per ricordare un"martire del Fascismo"

Nel teatro Norba il Capo dello Stato ha ricevuto il saluto, tra gli altri, del sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, del sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto questa mattina a Conversano per le commemorazioni del centenario della morte di Giuseppe Di Vagno, il deputato socialista ucciso da una squadra di fascisti il 25 settembre 1921 a Mola di Bari. L'appuntamento, organizzato dalla Fondazione Di Vagno, rappresenta l'avvio di un ricco calendario di appuntamenti, conferenze e incontri per ricordare l'impegno politico e intellettuale dell'esponente conversanese, impegnato a tutelare soprattutto il lavoro e le classi sociali più povere. 

Mattarella è stato accolto, nel teatro Norba dal sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, dal sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, e dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. All'interno del teatro, il Capo dello Stato è stato accolto dal presidente della Fondazione Di Vagno, Gianvito Mastroleo, dal presidente del comitato nazionale Centenario il professor Franco Gallo e dal professor Paolo Bagnoli direttore della Rivista storica del Socialismo e autore della lectio magistralis sul tema "L'assassinio di Giuseppe Di Vagno per l'Italia di oggi. Al termine della cerimonia Mattarella ha incontrato i giovanissimi del Consiglio comunale dei ragazzi di Conversano che gli hanno donato un dipinto.

Nel corso della cerimonia Il governatore Michele Emiliano ha sottolineato il valore del deputato conversanese: "Di Vagno - ha dichiarato -  fu un uomo del Sud con una visione nazionale, non troppo diversa da quella di Don Luigi Sturzo e di tanti altri intellettuali e politici che, nonostante la condivisione di visioni ed ideali, non seppero fare sintesi della loro linea politica. La solitudine nella quale furono precipitati uomini come Di Vagno, Di Vittorio, Gramsci, Sturzo e tanti altri, è il monito più duro che dobbiamo ricordare per non ripetere gli stessi errori. Ringrazio Gianvito Mastroleo e la Fondazione Di Vagno nel suo complesso per avere organizzato questo evento non retorico, di grande attualità, in un’Italia oggi robusta e lucida che ha però sempre bisogno di non dimenticare".

Sul palco del Norba è intervenuto anche il sindaco di Bari Decaro: in occasione del delitto di Giuseppe Di Vagno "si palesò l’uso della violenza come mezzo di lotta politica, fino all’eliminazione fisica dell’avversario. Qui, un giovine deputato socialista fu ammazzato come un cane senza che l’opinione pubblica nazionale se ne commovesse granché, come scrisse un altro antifascista di questa terra, Tommaso Fiore, in uno struggente ricordo umano del 1944. Noi siamo grati alla Fondazione Di Vagno che in tutti questi anni ha tenuto vivo il ricordo del Gigante buono, come lo definì Turati, perché perpetuare la memoria significa tenere unita la comunità intorno alla verità della storia, significa impegno affinché la violenza di quel passato non ritorni, significa trasmettere alle nuove generazioni il valore della libertà e della democrazia".

Per il presidente del Comitato Nazionale delle Celebrazioni per la morte di Giuseppe Di Vagno, Franco Gallo, "l’obiettivo che si vuole raggiungere va oltre il ricordo delle drammatiche circostanze del vile assassinio di questo martire antifascista e oltre la rievocazione del Di Vagno avvocato, politico locale e parlamentare che si è fatta nel passato. È quello non solo di inquadrare il suo martirio in quella terribile fase della nostra storia nazionale che va dal 1919 al 1922, ma anche quello di richiamare l’attenzione delle giovani generazioni sui grandi valori di civiltà e di libertà difesi in quegli anni, a prezzo della vita, da antifascisti come anche Matteotti, i fratelli Rosselli, Giovanni Amendola, Don Minzoni e altri ancora".

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