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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Situazione Cara, La Lucentezza replica alla Cisl: "Affermazioni false e strumentali"

Riceviamo e pubblichiamo la replica dell'azienda ad un comunicato della sigla sindacale diffuso in data 28/06

In merito ad un comunicato diffuso dalla Cisl e pubblicato in data 28/06, relativo alla situazione del Cara di Bari, riceviamo e pubblichiamo la replica de La Lucentezza srl, che risponde alle accuse lanciate dalla sigla sindacale.

"Innanzitutto si evidenzia che le situazioni riportate nel succitato articolo con l'uso di termini ad effetto ("bomba igienico-sanitaria", "fogne a cielo aperto"), non dipendono dal servizio di pulizia di cui la scrivente è affidataria, invero mai oggetto di contestazione da parte della Prefettura, fin da inizio appalto (17/12/2018); è infatti falso quanto dichiarato dalla Cils, ovvero che "la Prefettura ha ingiunto alla appaltatrice delle severe prescrizioni avendo verificato dalle fonti la verità inoppugnabile". La Prefettura, anzi, all'esito di una verifica ispettiva effettuata lo scorso 1° luglio, ha constatato con i propri occhi che la situazione igienico-sanitaria, al CARA di Bari, non è quella rappresentata dal presunto 'dossier-verità' fornito dalla succitata sigla sindacale, consistente in fotografie prive di data certa e per tale regioane non sono attendibili, atteso che possono ben risalire, per quanto ne sappiamo, allo scorso anno e comunque ad un'epoca antecedente la nostra gestione. Altro che verità inoppugnabile! L'unica certezza (questa sì, inconfutabile) che emerge dalla lettura dell'articolo, è che la Fisascat Cisl stia strumentalizzando uan situazione sensibile per il proprio tornaconto, come si evince in modo inequivocabile dal contenuto dell'articolo, nonché dallo stesso sottotitolo ("La Lucentezza invitata ad aumnetare le ore"), ovvero al fine di ottenere un incremento contrattuale nei confronti dei propri iscritti.
Giova aggiungere, sul punto, che la Fisascat Cisl è l'unica organizzazione che non ha inteso sottoscrivere il verbale di passaggio di appalto, a differenza delle altre sigle sindacali; ha inoltre tenuto, fin dall'avvio del servizio, un atteggiamento ostile e deliberatamente ostruzionistico, diretto, oltre a gettare discredito sulla scrivente e a minare il nostro rapporto con la Committente, ad ostacolare il sereno svolgimento dell'appalto stesso; pertanto, non si comprende con quale titolo, adesso, possa ergersi a giudice, parlando di "situazione dello stato dell'arte dell'appalto gravemente carente sotto molteplici profili" e "stato penoso delle pulizie". In merito a tali affermazioni, gravemente lesive del nostro buon nome e della nostra immagine aziendale, ci riserviamo di intraprendere le opportune azioni".


 

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