Somalo arrestato per terrorismo, Salvini: "Era in uno Sprar, stretta su permessi e occupazioni abusive necessaria"

Il commento del vicepremier e ministro dell'Interno sul caso del presunto terrorista bloccato nei giorni scorsi a Bari: "Vogliamo regole e buonsenso"

"Il caso dell'aspirante terrorista islamico di Bari, di nazionalità somala, ci conferma ancora di più che era necessaria una stretta sui permessi di soggiorno facili, sulle occupazioni abusive, sui fruitori di servizi pagati dai contribuenti". Ad intervenire sul caso del 20enne somalo fermato a Bari con l'accusa di terrorismo è il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

"Prima ha ottenuto un permesso umanitario ed è stato mantenuto a spese degli italiani in uno Sprar, poi si è trasferito in un edificio occupato che è stato sgomberato a ottobre", sottolinea Salvini. "Altro che buonismo e critiche al Viminale che 'manda immigrati indifesi in mezzo alla strada'. Vogliamo regole, legalità, buonsenso. Aiutiamo solo i veri profughi, non balordi, delinquenti o clandestini. Grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell'Ordine e degli investigatori. Dopo il mio Decreto andiamo avanti, con più forza, per aumentare le espulsioni".

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