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Le storie dei partigiani baresi chiuse in uno scantinato: l'archivio dell'Anpi trova luce e casa nella Fondazione di Vagno

Una cinquantina di faldoni con schede di donne e uomini di Bari e provincia che hanno fatto la Resistenza. Libri, locandine, bandiere finora custodite in un seminterrato saranno fruibili: "Chissà cosa ci racconteranno quelle pagine"

Una cinquantina di faldoni che raccolgono schede e storie di donne e uomini di Bari e provincia che hanno fatto la Resistenza. Libri, locandine, bandiere e storie finora custodite in un seminterrato che vedranno la luce per diventare fruibili e accessibili a chiunque. L’archivio storico dell’Anpi provinciale è stato trasferito nella sede della biblioteca e archivio della Fondazione Giuseppe di Vagno, a Conversano. Racchiude la storia di decine di partigiane e partigiani che hanno combattuto per la libertà in tutta Europa. Sarà dedicata all’ex presidente storico dell’Anpi di Bari, Giorgio Salamanna, scomparso nel 2014, che ha custodito per tanti anni il materiale in locali di sua proprietà.

“A breve – spiega Pasquale Martino, della segreteria Anpi – sarà stipulata la convenzione con la fondazione di Vagno per l’utilizzo dell’archivio. Partirà un accurato lavoro di inventario seguito da giovani volontari ricercatori dell’Anpi e dagli operatori della Fondazione, con la consulenza della dottoressa Eugenia Vantaggiato, ex soprintendente dell’Archivio di Stato a Bari ed ex dirigente regionale dei Beni culturali, iscritta all’Anpi. Sarà molto importante questa attività di archiviazione che permetterà a tutti di consultare il materiale, ricercatori, studenti, appassionati di storia, semplici cittadini”.

Gli spazi dell’archivio e della biblioteca della fondazione di Vagno si trovano nello splendido complesso dell’ex monastero medioevale di San Benedetto, nel cuore del centro storico di Conversano. È stato individuato come il luogo più che indicato per ospitare l’archivio avendo già biblioteca ed emeroteca dedicati all’antifascismo. “Ha uno spazio molto grande e un’organizzazione che può garantire aperture e orari – spiega ancora Martino – e farlo nel più breve tempo possibile. L’idea è quella di approfondire il contenuto di quelle schede e quel materiale, ricco di storia e storie personali sicuramente straordinari. Ci sono anche documenti dei congressi delle attività Anpi dal ’45 in poi e relazioni sulle attività pubbliche svolte in tanti decenni. L’importante sarà progettare l’accesso e costruire progetti scuole per diffondere la conoscenze dei partigiani baresi soprattutto nelle scuole. Chissà quante cose che non sapevamo ci racconteranno quelle pagine”.

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