Attualità San Pasquale / Via Trento, 12

Chiude la storica sede del Teatro Osservatorio in via Trento: "Non riusciamo a pagare l'affitto, ma le attività continuano"

“Eravamo lì da oltre dieci anni- racconta Giuliana Stancarone, presidente dell'associazione -, lì abbiamo lasciato un pezzo di cuore e speriamo anche un bel ricordo a chi ci ha frequentatati, speriamo che il Comune aiuti noi e gli altri"

“Chiude lo spazio del Teatro Osservatorio, non chiude però l’associazione, quella è solida e continua, nella speranza di poter continuare a dare il proprio contributo alla cultura e alla socialità di questa città”. Con voce emozionata Giuliana Stancarone, tra le fondatrici e presidente del Teatro osservatorio, conferma la chiusura della sede, ormai storica, di via Trento 12, nel rione Carrassi, dell’associazione culturale. “Eravamo lì da oltre dieci anni, dal 2010, ora le nostre ultime cose sono state rimosse e lasciate in un deposito”. Insostenibili le spese dello spazio che ha visto tante compagnie seguire laboratori di teatro, d’improvvisazione e di clownerie, e tante persone avvicinarsi alla cultura e all’arte del palcoscenico. Non solo. “La crisi dovuto alla pandemia ci costringe a chiudere la sede, l’affitto dopo oltre un anno di inutilizzazione dello spazio non era più alla nostra portata. Abbiamo sperato fino all’ultimo di poterlo mantenere ma non è stato possibile. Facciamo parte anche della Rete civica urbana del rione Carrassi San Pasquale e il nostro spazio era diventato soprattutto un luogo di incontri e socialità. Ci spiace enormemente”.

Ma l’associazione, nata nel 1996, conta ancora sui suoi 50 soci e punta presto a riprendere le attività all’aperto. “Appena sarà possibile torneremo a lavorare, cercando spazi utili alle nostre attività. In queste ore stiamo ricevendo decine di messaggi di amici, persone che hanno frequentato lo spazio e anche cittadini che vedevano nella nostra sede un luogo sano di aggregazione”.Il problema urgente di fornire spazi per piccole e grandi compagnie teatrali e musicali lo aveva fatto presente a gennaio in un'intervista a BariToday, Licia Lanera, l’attrice dell’omonima compagnia. “Il Comune dovrebbe farsene carico, offrire luoghi anche condivisi ma adeguati per chi fa teatro in questa città in un momento così duro”, aveva detto l’attrice premio Ubu rivolgendosi all’amministrazione comunale, dopo aver dovuto rinunciare alla propria sede. Cosa che ora tocca fare a un altro luogo del teatro di Bari.

“Si spengono le luci in via Trento, 12 - Bari, San Pasquale - scrive una cittadina sulla pagina social del sindaco Antonio Decaro -, non so se siete mai passati da Via Trento, non ne vedo il motivo, a meno che non abitiate nelle vicinanze, come me. In via Trento non c'è nulla, le uniche luci accese la sera erano quelle del numero 12 e io mi sentivo tranquilla. Lì c'era la sede del Teatro Osservatorio. A volte arrivavano echi di musica, i vocii, le risate, c'erano tanti ragazzi. Ma non solo ragazzi; qualche anno fa ci sono andata anch'io, che ragazza non sono più da un pezzo e mi sono sentita accolta senza che ci fosse nessuna difficoltà a rapportarsi con una persona più grande e, in qualche modo, diversa. E l'accettazione di qualunque diversità- aggiunge - , secondo me, è cultura. Secondo me, dare luce a una strada, a un quartiere che di "luci" ne ha sempre meno, è svolgere un'operazione culturale. Ci sono donne che attraversano Via Trento e che si sentivano sicure sentendo quelle voci, passando accanto alla sede illuminata. Oggi il Teatro Osservatorio lascia la sede, sposteranno gli attrezzi in un deposito. Non sprechiamo tempo – conclude - a dirci perché, lo sappiamo tutti. Un luogo di cultura chiude i battenti e San Pasquale sarà molto più povera”.

Sull’importanza del luogo, Stancarone, che fa parte della compagnia d’improvvisazione Improvabili, sottolinea ancora:“Non sappiamo in futuro dove troveremo un’altra sede – spiega – ma siamo molto dispiaciuti per dover lasciare una zona difficile, perché era bello fare teatro in un quartiere povero dl punto di vista attività. Ci auguriamo che il Comune possa trovare una soluzione per noi come per le altre piccole e grandi associazioni e compagnie in difficoltà. In via Trento abbiamo lasciato un pezzo di cuore e speriamo anche un bel ricordo a chi ci ha frequentati”.

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