Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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'Mummificare' i tessuti organici per conservarli a lungo: scoperta e brevetto internazionale per ricercatore barese

Lo ha ottenuto l'Irccs De Bellis di Castellana Grotte ha ottenuto grazie a un metodo di mummificazione dei tessuti istologici per la loro conservazione decennale nei laboratori, con conseguenti risparmi economici e di spazi fisici

L'Irccs De Bellis di Castellana Grotte, nel Barese, ha ottenuto il suo primo brevetto internazionale grazie a un metodo di mummificazione dei tessuti istologici per la loro conservazione decennale nei laboratori, con conseguenti risparmi economici e di spazi fisici.

L'ospedale barese spiega che si tratta di un traguardo importante poiché "la conservazione dei tessuti su cui effettuare la diagnosi istologica rappresenta da sempre un gravoso problema per tutti i laboratori di Anatomia e Istologia patologica. I responsabili dei laboratori devono assicurare per legge il buono stato del tessuto incluso in paraffina per dieci anni, quindi questo comporta che i 'blocchetti”'devono essere conservati in ambienti con una temperatura controllata, a riparo da roditori" e "un eventuale guasto all’impianto di refrigerazione in estate potrebbe gravemente rovinare l’architettura del tessuto rendendo di fatto impossibile una rivalutazione del caso". Si tratta - è detto in una nota dell'ospedale pugliese - di un traguardo importante perché la conservazione dei tessuti su cui effettuare la diagnosi istologica rappresenta da sempre un gravoso problema per tutti i laboratori di Anatomia e Istologia patologica. I responsabili dei laboratori devono assicurare per legge il buono stato del tessuto incluso in paraffina per dieci anni, questo comporta che i "blocchetti' devono essere conservati nel migliore dei modi, anche durante il trasferimento da un laboratorio all'altro.

E qui si inserisce il brevetto internazionale di recente rilasciato dalla European Patent Office, in termini di trasferimento tecnologico: una metodica di 'mummificazione' dei tessuti , specifica l'istituto, "mediante una serie di passaggi che portano alla disidratazione dei tessuti, rendendoli quindi non più suscettibili di alterazioni dovute alla temperatura. L’eccezionalità del processo sta nel fatto che questa operazione - oltre a ridurre di dieci volte il peso e di quattro il volume del campione e quindi anche degli spazi totali di conservazione, che non necessitano più di impianti di refrigerazione - è reversibile, quindi il tessuto disidratato può essere nuovamente reidratato, incluso in paraffina, sezionato e colorato per tutte le tecniche di istologia". Il metodo è stato messo a punto al de Bellis dal dott. Raffaele Armentano, ricercatore medico dell’Unità Operativa di Anatomia e Istologia Patologica.

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