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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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A San Sabino donati 170 test antiCovid per l'ambulatorio dei bisognosi: "Servono ai nostri medici, grazie alla Multiservizi"

“Sono degli strumenti importanti – racconta do Angelo Cassano – che serviranno proprio al funzionamento dell’ambulatorio, ringraziamo tanto l’azienda che già in passato si era resa disponibile per altre donazioni"

Ogni 15 giorni, di martedì, nella parrocchia di San Sabino di Bari è aperto il pomeriggio l’ambulatorio medico solidale e gratuito per le persone bisognose. Funziona grazie al lavoro volontario di quattro medici. Ed è al loro servizio che è rivolta la donazione della Multiservizi, che ha deciso di donare nelle mani del parroco don Angelo Cassano 120 test Covid-19 sierologici e 50 test Covid-19 antigenici. Strumenti importanti per la Caritas parrocchiale impegnata nel supporto di persone in difficoltà, senzatetto, migranti, famiglie in crisi acuita dalla pandemia.

“Sono degli strumenti importanti – racconta – che serviranno proprio al funzionamento dell’ambulatorio, ringraziamo tanto l’azienda che già in passato si era resa disponibile per altre donazioni in favore della comunità che serviamo, della quale faceva parte Moussa, il 46enne di origine eritrea morto di stenti dopo aver vissuto senza fissa dimora”.

Don Angelo Cassano ripercorre quella vicenda. L’uomo fu trovato a Punta Perotti debilitato e con problemi respiratori. Aveva una tubercolosi mal curata. “Solo grazie a uno dei nostri medici volontari fu portato in ospedale, con la sua auto – racconta – perché le ambulanze tardavano ad arrivare. Lui era stato in passato in una comunità della provincia ma poi lasciato andare senza più essere seguito come s doveva. Veniva da noi a mangiare qualche volta e si è fatto visitare, ma non era semplice stargli dietro, le istituzioni potevano fare di più. Dopo numerose ricerche siamo risaliti alla famiglia ed è venuto un suo parente da Londra. Lo abbiamo potuto così seppellire degnamente, grazie all’interessamento della comunità musulmana. Hanno pregato loro e hanno fatto recitare una preghiera cristiana a me. È stato comunque –conclude – un momento di importante di fratellanza, se pur legato al dolore di una morte”.

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