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La spiaggia di Torre Quetta ripulita dai volontari: "Trovata carcassa di tartaruga e numerose siringhe"

L'iniziativa, ideata da un giovane vigilante e supportata anche da associazioni locali, ha visto la partecipazione di una quarantina di persone: riempiti una ventina di bustoni con rifiuti

Per i suoi 29 anni aveva chiesto ai suoi amici un regalo decisamente insolito, ovvero ripulire insieme la spiaggia di Torre Quetta. Così accadde lo scorso 22 febbraio, quando Giampiero Calabrese e un gruppo di volontari riuscirono a liberare l'arenile dai rifiuti. Stamane, invece, è andata 'in onda' la seconda puntata, stavolta con una quarantina di persone radunate tramite un evento su facebook, al quale hanno preso parte anche associazioni e attivisti di Retake Bari.

Riempiti una ventina di sacchi d'immondizia

Una ventina i sacchi di immondizia riempiti, non solo con cannucce e cotton fioc: il gruppo, equipaggiato con gilet gialli e guanti, ha rinvenuto una trentina di siringhe usate e persino una carcassa di tartaruga finita lì a causa delle mareggiate delle scorse settimane. L'animale è in avanzato stato di decomposizione, con un taglio sulla parte della pancia. I giovani hanno avvertito la Capitaneria di porto attivando le operazioni di recupero dei resti. 

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"Non c'è più tempo da perdere"

Oltre alla tartaruga e alle siringhe, purtroppo, tantissimi pezzi di plastica recuperati dalla squadra di volontari: "Abbiamo trovato - spiega Giampiero Calabrese a BariToday - anche delle reti di pescatori e persino una boccetta di sangue a indicare ulteriormente che la spiaggia è meta di tossicodipendenti". La pulizia della spiaggia, stavolta, ha riguardato l'area più vicina alla Torre e quella oltre la scuola di surf, verso San Giorgio. Un gesto d'amore verso la propria città e di rispetto per un pianeta sempre più invaso da plastica e rifiuti: "Non c'è più tempo - aggiunge Calabrese, di professione vigilante privato -. Bisogna sensibilizzare la gente, un po' come ha fatto Greta Thunberg", la giovane studentessa svedese ispiratrice dei 'Fridays for future' e del grande sciopero globale sul clima di venerdì scorso - perché prima devono cambiare le persone, poi si potrà discutere con istituzioni e governanti. I comportamenti virtuosi devono cominciare da noi e ci si deve attivare sul serio, non a parole. In questo senso vorrei davvero ringraziare anche gli attivisti di Retake grazie ai quali è stato possibile organizzare questo evento".

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Ad aprile potrebbe esserci una terza parte della pulizia. E Giampiero conferma la volontà di replicare forse agli inizi del mese: "Ci stiamo pensando, probabilmente tra qualche settimana saremo di nuovo qui".

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