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Da Bari e provincia al confine con l'Ucraina per portare aiuti e salvare 40 profughi: i quattro giorni di viaggio dei volontari Avis

Una missione solidale che ha come protagonisti i referenti dell'associazione di Bitonto e Molfetta e il volontario ucraino Andrii Aleksandruk: in arrivo in Puglia 22 donne, 16 bambini e un anziano

Una lunga, lunghissima traversata in bus nel cuore dell’Europa, fatta di soste, tensioni, voglia di dare il proprio contributo. Tre giorni per macinare 2 mila 250 chilometri e arrivare a Sirte, in Romania, a 150 metri dal confine con l’Ucraina. Poi il ritorno, verso la Puglia, sempre in bus, svuotato dai viveri, beni di prima necessità e medicinali consegnati alle associazioni presenti sul posto e riempito di 40 tra donne, bambini e un anziano, fuggiti dagli inferni di Kiev e Kharkiv, bombardate dall’esercito russo. Quella organizzata dai volontari dell’Avis Di Bitonto e Molfetta una vera e propria missione di pace e salvataggio di vite umane. I profughi in arrivo saranno destinati per metà famiglie di Bari e Bitonto che si sono rese disponibili a ospitarli, l’altra metà a Napoli. Il viaggio lungo e faticoso, perché di mezzo ci sono controlli ai confini e maltempo, come la neve trovata proprio in Romania.

A bordo del bus messo a disposizione dalla ditta lucana Chirulli e finanziato dall’assicuratore barese Pasquale Laera, ci sono Massimo Rutigliano, referente Avis di Bitonto, il volontario ucraino Andrii Aleksandruk e tre autisti. “Torniamo stanchi ma con la convinzione di riuscire a regalare un sorriso a questi bambini e a queste madri in difficoltà”, racconta Rutigliano. La neve, i controlli continui delle forze di polizia e anche un incidente hanno rallentato a più riprese la marcia solidale raccontata nelle varie tappe da Aleksandruk. “Qualche problema c’è stato con al confine con l’Ungheria per i documenti dei più piccoli. La polizia ha preso le loro impronte digitali e fatto delle fotografie perché fossero in qualche modo segnalati. Entro 30 giorni dal loro arrivo dovranno essere denunciati anche alla questura in Italia. Per ora hanno dei documenti temporanei. Solo per questo abbiamo perso all’incirca sei ore. È faticoso viaggiare per 40 ore di andata e 40 di ritorno. Lo sarà anche per questi bambini. Ma siamo sicuri che per loro abbiamo fatto un grande passo, che li potrà aiutare a vivere meglio questo periodo difficile, che speriamo finisca il più presto possibile”.

Nel frattempo, lunedì 11 aprile è partito anche il terzo Tir della missione organizzata dal Comune di Bari con la Regione Puglia, diverse aziende della logistica e le associazioni Italo-Ucraina, In.con.tra e Tempo libero. Ben 99 pedane piene di alimenti, medicinali, prodotti igiene intima, prodotti per l’infanzia, vestiti, materiale scolastico, libri e tante lettere, poesie e disegni. “Sono quelli – specifica Incontra-  dei tanti bambini delle nostre scuole e delle nostre famiglie realizzati per portare quel calore umano, l’unica forza che può accorciare le distanze facendo sentire il nostro abbraccio e la nostra vicinanza al popolo Ucraino”. Gli aiuti sono destinati all’Hub dell’Ong Save Ukraine di Aleja, in Polonia. Di lì saranno poi distribuiti sul territorio ucraino.

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