Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Un anno di Covid, Decaro: "Le chiusure e la paura il momento più duro, ma ora stringiamo i denti fino a Pasqua"

Il sindaco di Bari, nonché presidente nazionale Anci, ha fatto intendere che probabilmente serviranno chiusure anticipate di esercizi commerciali e limitazioni negli spostamenti: "Farlo capire ai cittadini sarà difficile"

Antonio Decaro ha prefigurato misure ancora più stringenti per la preoccupante crescita dei contagi Covid. Il sindaco di Bari, nonché presidente nazionale Anci, ha fatto intendere attraverso alcune dichiarazioni che è probabilmente quella la strada da percorrere per tutti: chiusure anticipate di esercizi commerciali e limitazioni negli spostamenti.

C’è il rischio concreto, da lei confermato, che a Pasqua si torni a misure rigide come nello scorso Natale. Ci risiamo, quindi, ma sarà complicato comunicarlo ai cittadini. Questo la sconforta?

"Dobbiamo fare tutto quello che è necessario per preservare e tutelare la salute dei cittadini. Se le autorità sanitarie e il governo imporranno della nuove restrizioni noi faremo di tutto per far rispettare le regole e far comprendere ai cittadini la situazione. Come è stato per i mesi scorsi. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia ora che finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel".  

Cosa la preoccupa più di ogni cosa della situazione attuale a Bari?

"Mi preoccupa ovviamente la diffusione del virus e l’impossibilità di controllare una nuova impennata dei contagi. Dopo un anno i cittadini sono stanchi ed è normale credo che siano meno attenti al rispetto delle regole".

Sindaci dell’area metropolitana (Conversano, Monopoli, Polignano, Noicattaro, per fare alcuni esempi) hanno adottato misure drastiche, pensa che anche il capoluogo debba seguire quella linea? 

"Il territorio cittadino è molto più grande e ha un tessuto sociale più variegato rispetto ai piccoli comuni. Sicuramente abbiamo cominciato con il divieto di asporto di bevande dopo le 18 e chiesto al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di intensificare i controlli. Valuteremo la situazione in base ai dati delle prossime settimane".

Cosa ne pensa di ciò che sta accadendo attorno alle liste dei vaccini in Puglia, il caso sollevato dal segretario Pd Marco Lacarra di furbetti inseriti fuori elenco?

"Se qualcuno è venuto a conoscenza di irregolarità è giusto che le denunci così come è giusto che chi ha il dovere di controllare lo faccia".

Se ricorda cosa accadeva un anno fa che le viene in mente?

"Se ripenso a questi stessi giorni dello scorso anno ricordo un grande senso di smarrimento misto a paura. Arrivavano le prime notizie da alcuni comuni del Nord Italia e nessuno di noi sapeva a cosa saremmo andati incontro. Ricordo che nessuno di noi forse prima di allora aveva mai pronunciato la parola lockdown".  

Le immagini di lei in giro per la città ad ammonire cittadini per farli tornare a casa hanno fatto il giro del mondo. Qual è stato il momento più difficile?

"Certamente il primo periodo di chiusure generalizzate, la paura in tanti imprenditori di non poter più riaprire, i cittadini smarriti e spaventati rispetto a un nemico subdolo e sconosciuto che ci ha messi di fronte alle restrizioni rispetto alle libertà personali di ciascuno di noi. Quello è stato certamente il periodo più duro: aiutare i cittadini a comprendere che quello che stava accadendo in altre parti del Paese, i morti, gli ospedali pieni, la malattia erano reali. Non è stato facile".

Cosa l’ha più commossa di questi mesi drammatici?

"Mi ha commosso la straordinaria forza e spirito di solidarietà che nel momento più difficile ha unito la nostra comunità. Vedere ogni giorno decine di donne e uomini mettere a rischio la propria salute per raggiungere con un pacco alimentare o con una scatola di medicine una famiglia in difficoltà è un’immagine che io porterò per sempre con me".

Rispetto a un anno fa come è cambiato il lavoro da sindaco in generale e nell’approccio con l’emergenza in particolare?

"I sindaci sono sempre stati la figura più esposta rispetto ai bisogni e alle richieste dei cittadini. In questo ultimo anno la situazione si è amplificata perché sono aumentate le difficoltà per tantissime famiglie e le esigenze si sono moltiplicate. In una situazione di paura come questa i cittadini tendono ancora di più a cercare risposte e punti di riferimento. Spesso il sindaco è il riferimento istituzionale più prossimo ai cittadini e loro a noi si rivolgono. Ma anche questo è il bello di fare il sindaco".   

Prevede dei tempi per uscire da questa situazione, vuole dare un messaggio di speranza ai baresi?

"Bisogna stringere i denti, rispettare le regole ancora per qualche mese spero. Con l’arrivo della bella stagione il virus tenderà ad attenuare i suoi effetti e parallelamente gran parte della popolazione ci auguriamo sia vaccinata. Speriamo questa sia l’ultima primavera in cui dovremo preoccuparci di indossare la mascherina". 

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