Giovedì, 17 Giugno 2021
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"Una testimonianza assai preziosa" dell'antica Barium, dagli scavi Aqp in via Argiro riaffiorano tombe a fossa e ceramiche

Dalle prime analisi i reperti ritrovati sono inquadrabili tra età romana e tardoantica. Gli accertamenti ora proseguono sotto la direzione scientifica della Soprintendenza

Antichi reperti che riaffiorano nel cuore del quartiere murattiano, raccontando la storia della città: era già accaduto in via Sparano, è successo nuovamente ieri in via Argiro. 

Nel corso dei lavori di risanamento della rete idrica del centro della città avviati da Acquedotto pugliese, gli scavi hanno ancora una volta riservato una sorpresa: ora le operazioni sono seguite dalla Soprintendenza attraverso la sorveglianza archeologica, come previsto dal codice degli appalti nella procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico.

Dagli scavi è emerso, come spiegato in una nota di Aqp, un "ampio palinsesto di evidenze archeologiche. Dalle primissime analisi ed osservazioni sono inquadrabili tra età romana e tardoantica". Evidenza che, sia pure in parte intaccate dalla rete dei sottoservizi preesistenti, "forniscono una testimonianza assai preziosa ai fini della ricostruzione del quadro insediativo dell’area extra moenia di Barium".

In particolare, durante le attività di scavo sono state individuate, per quanto parzialmente compromesse, alcune tombe a fossa terragna - una delle quali conserva parte della copertura in lastre calcaree di grandi dimensioni - ed alcuni piani di frequentazione messi in opera utilizzando materiale eterogeneo come pietrame e laterizi. Uno di questi, maggiormente strutturato, sembra configurarsi come un lastricato in pietre calcaree. I rinvenimenti ceramici (ceramiche fini da mensa italiche ed africane) sembrano confermare l’orizzonte cronologico proposto.

Gli approfondimenti in corso in questi giorni sono condotti grazie ad Acquedotto Pugliese, da sempre attento al patrimonio archeologico rinvenuto nel corso di questi interventi sul territorio pugliese. La direzione scientifica è della Soprintendenza (arch. Maria Piccarreta Soprintendente, Caterina Annese funzionario archeologo, Elena Dellù funzionario antropologo). Il lavoro sul campo è seguito dagli archeologi della Faber srl (Vito Lucente e Michele Sicolo).

A conclusione dei lavori di scavo "si potranno acquisire ulteriori importantissimi dati; in particolare, informazioni sia sull’organizzazione e articolazione dello spazio insediativo del suburbium meridionale della città sia sulla dislocazione dello spazio necropolare e sulla viabilità di collegamento con i vicini centri di Butuntum e Caelia, l'antica Ceglie del Campo".
 

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