Venerdì, 17 Settembre 2021
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Dalla Nigeria a Bari, Godwin è il sesto studente rifugiato laureato all'Uniba: "Felice per questo traguardo"

Da sette anni in Italia, è il sesto studente con lo status di rifugiato iscritto all'Aldo Moro. L'ateneo barese sostiene gli studenti con background migratorio con una specifica 'linea di azione' voluta dal Magnifico Rettore Stefano Bronzini

Da sette anni in Italia, originario della Nigeria, Godwin ha realizzato il suo sogno all'Università di Bari: conseguire la laurea in Mediazione culturale. Una occasione importante, arrivata - come lui stesso racconta - "proprio quando non ci pensava più". Godwin è il sesto studente rifugiato iscritto e laureato all'Uniba, ed è arrivato al traguardo accademico da lavoratore, junior software developer e con 5 anni di esperienza in mediazione culturale.

“E’ un traguardo molto importante per me, avere un titolo di studio è una chance importante, che tutti dovrebbero poter avere nella vita. Grazie a tutta la comunità di Uniba e alla mia famiglia, un giorno spero di poter condividere questa gioia con tutti i miei affetti più cari”.

La prima laurea di uno studente rifugiato di Uniba era arrivata nel novembre 2019. A celebrarla il Magnifico Rettore Stefano Bronzini con la consegna del diploma in Scienze politiche. Michael era arrivato nel 2010 in fuga dall’Eritrea, con una formazione in Scienze Infermieristiche e due anni di lavoro in ospedale. Collaborando con organizzazioni internazionali che si occupano di migranti, aveva scoperto la mediazione culturale e deciso di studiare relazioni internazionali.

Quattro mesi dopo, nel febbraio 2020, Afana Bella, originario del Camerun era stato il primo rifugiato a laurearsi in Lingue e Letterature straniere. Nonostante gli ostacoli aggiunti dalla pandemia, nell’ottobre 2020 la laurea di Noureen e Barkat, due rifugiati pakistani, i primi a conseguire il titolo nel Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione. Sfuggiti alle persecuzioni religiose, entrambi docenti alle superiori con oltre vent’anni di esperienza alle spalle, insegnavano lingua inglese e chimica dopo una laurea nel loro Paese, non riconosciuta in Italia. Pochi giorni dopo, la laurea del 5° studente con protezione umanitaria, il primo nel corso in inglese di Economia e Commercio. Lamin, originario del Gambia, con una tesi sulla disuguaglianza economica nell’Africa Sub Sahariana.

A sostenere i percorsi accademici degli studenti con protezione internazionale (status di rifugiati o beneficiari di protezione sussidiaria), le borse di studio CRUI-Ministero dell’Interno-Andisu, che garantiscono il diritto allo studio a fronte di crediti formativi annuali. Per presentare domanda per l’accesso ai corsi di laurea magistrale, specialistica, a ciclo unico e dottorato di ricerca presso le università italiane per l’a.a. 2021/22 c’è tempo fino alle ore 12 del 30 luglio (https://www.crui.it/archivio-notizie/100-borse-di-studio-a-studenti-con-protezione-internazionale-202107091353.html).

Lo scorso anno, con 16 studenti risultati tra i primi cento borsisti in Italia e altri 8 risultati idonei su 204 candidati da 42 università italiane, Uniba si era classificata prima per numero di beneficiari davanti a La Sapienza di Roma e alle Università di Milano, Torino e Padova.

A sostegno degli studenti con background migratorio, l’Ateneo di Bari con una specifica Linea di Azione voluta dal Magnifico Rettore Stefano Bronzini a sostegno dei rifugiati e che nel 2019 ha sottoscritto il Manifesto delle Università Inclusive di UNHCR, oltre ad aver istituzionalizzato il servizio di Student Mentorship sviluppando un progetto con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. A coordinarlo il Centro per l’Apprendimento Permanente di Uniba che dal 2016 sostiene i processi di riconoscimento e validazione dei titoli di studio e delle competenze professionali dei rifugiati, primo passo per l’integrazione accademica degli studenti con protezione internazionale.

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