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Lotta all'antibiotico-resistenza, lo studio dell'Università di Bari: un'arma in più per il sistema immunitario

La ricerca dimostra "come la capacità proliferativa dei linfociti T, fondamentali per la nostra risposta immunitaria, sia fortemente preservata con l’integrazione di uridina e piruvato associato alla terapia antibiotica"

Dalla ricerca un’arma per proteggere il sistema immunitario durante le terapie antibiotiche e una difesa in più contro l'antibiotico-resistenza: è quanto scoperto dagli scienziati dell'Università di Bari e riassunto in un lavoro pubblicato sulla rivista Scientific Reports (Nature Publishing Group). La ricerca dimostra "come la capacità proliferativa dei linfociti T, fondamentali per la nostra risposta immunitaria, sia fortemente preservata con l’integrazione di uridina e piruvato associato alla terapia antibiotica".

Lo studio è stato reso possibile dalla trentennale collaborazione del professor Gaetano Villani, Ordinario di Biochimica del Dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze ed Organi di Senso della Scuola di Medicina dell'Università agli Studi di Bari Aldo Moro con il professor  Peter Seibel, responsabile del laboratorio di "Molecular Cell Therapy" della Facoltà di Medicina dell'Università di Lipsia in German

Il passaggio dal laboratorio alla pratica clinica è stato realizzato dal professor Michele Battaglia, Ordinario di Urologia del Dipartimento dell'Emergenza e dei Trapianti di Organo della Scuola di Medicina di Bari, che insieme al professor Villani ha disegnato e portato a termine uno studio clinico presso il Policlinico di Bari, avvalendosi della partecipazione di altri docenti e ricercatori Uniba.

Grazie all'intervento del dottor Emanuele Loiacono, che ha curato la produzione di una formulazione combinata di uridina e piruvato (Uripyr, Mitobiotix) come integratore a somministrazione orale, si è potuto testare l'effetto dei due metaboliti sul sistema immunitario di pazienti sottoposti a terapia antibiotica. Il lavoro, a primo nome del dottor Stefano Battaglia e della dottoressa Stefania De Santis, pubblicato sulla rivista Scientific Reports (Nature Publishing Group), dimostra, spiega l'Università, "come la capacità proliferativa dei linfociti T, fondamentali per la nostra risposta immunitaria, sia fortemente preservata nel gruppo di pazienti che associano l'integrazione con Uripyr alla terapia antibiotica, rispetto al gruppo controllo trattato con il solo farmaco. Questi primi risultati rappresentano l'apertura di un filone di ricerca molto promettente e dai risvolti estremamente importanti sia per le scienze di base che per le scienze applicate e mediche. Proteggere il sistema immunitario per favorirne un'azione sinergica con gli antibiotici nel trattamento e nella profilassi delle infezioni batteriche espande il potenziale applicativo degli attuali protocolli terapeutici, permettendo il recupero di alcune vecchie molecole ad azione antimicrobica oramai in disuso. L'integrazione alimentare di piruvato ed uridina potrebbe anche da sola risultare efficace nell'immunosenescenza, causata dalla ben documentata caduta della capacità mitocondriale durante l'invecchiamento, favorendo il rinforzo delle difese immunitarie di base e potenziando la risposta immunitaria ai vaccini negli anziani, implicazione, quest'ultima, particolarmente rilevante nell'attuale contesto pandemico. La stessa strategia può applicarsi in campo zootecnico, per la limitazione ed ottimizzazione dell'uso degli antibiotici negli allevamenti intensivi" conclude Uniba.

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