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"Potenziate in ritardo e senza strumenti adeguati", Fimmg all'attacco sulle Usca: "Serve chiarezza sul loro ruolo"

Il segretario del settore Continuità assistenza, Pietro Drago, difende il lavoro dei medici "impegnati a garantire il loro supporto nonostante le carenze del sistema" e chiede alla Regione di chiarire le loro funzioni: "Spesso alterati dai Dipartimenti i compiti per cui sono state istituite"

"I medici delle USCA, sin dalla loro istituzione, si sono impegnati per garantire il loro supporto nonostante le carenze del sistema, nonostante l'indisponibilità di posti letto nei vari ospedali della provincia, nonostante la mancanza di strumenti diagnostici adeguati, nonostante l’impossibilità di coordinamento reale sul territorio con il settore dell’emergenza urgenza e del P.S.". A parlare è il segretario regionale Fimmg – Settore Continuità Assistenziale, Pietro Drago, che in una nota difende l'impegno delle Unità impiegate nell'assistenza domiciliare ai pazienti Covid. Nel lungo comunicato, Drago intende "chiarire ai cittadini pugliesi ed al Governatore Emiliano quello che accade sul territorio della nostra Regione in merito all’attività delle USCA e l’uso che ne fanno le ASL e i Dipartimenti di Igiene, alterando a volte i compiti per cui queste Unità sono state istituite e sovvenzionate con fondi nazionali". Ad innescare la reazione del segretario Fimmg, come egli stesso spiega nella nota, alcune "dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente Emiliano sul ruolo e l’attività delle USCA nella Regione Puglia". "Secondo il Presidente- riporta sempre Drago - sarebbe ‘inaccettabile che molti dei medici Usca restino in ufficio in modo illegittimo e non vadano a casa’, come se i medici si fossero dedicati arbitrariamente ed abusivamente ad attività non previste dall’organizzazione e dai coordinamenti aziendali delle attività di assistenza sul territorio".

La Fimmg: "Unità impiegate dalle Asl anche per ruoli diversi"

Di qui la volontà di "fare chiarezza" sull'operato delle Usca. "In questi mesi le Asl pugliesi ed i Dipartimenti di Igiene - afferma Drago - hanno definito, sulla base delle loro necessità, le attività delle USCA, anche diversificandole nelle diverse Asl. In sintesi -prosegue - le USCA, istituite per affiancare i medici di medicina generale e di continuità assistenziale nelle attività di controllo e monitoraggio domiciliare dei cittadini sospetti Covid e dei pazienti Covid positivi sono state impiegate in attività dipartimentali per, l’esecuzione di tamponi, provvedimenti contumaciali, indagini epidemiologiche e in ultimo per la campagna vaccinale, oltre che per le anzidette attività di controllo e monitoraggio domiciliare".  Nello specifico, prosegue ancora Drago, "nella Asl Bari il contratto, bruscamente sospeso ad agosto senza adeguato preavviso, è stato riattivato il 15 agosto soltanto perché, nel frattempo, era subentrata la necessità di provvedere all’esecuzione di tamponi e di contact tracing per isolare i positivi e, quindi, rallentare il contagio dopo i rientri dalle vacanze. Successivamente, in piena esplosione dei contagi, i medici USCA hanno provveduto a garantire le attività epidemiologiche, l’esecuzione di tamponi e l’assistenza domiciliare dei malati Covid. L’esistenza e l’attività di alcuni drive through è stata resa possibile esclusivamente grazie alla presenza dei medici USCA. A dicembre, con oltre 50.000 positivi in tutta la regione, con estremo ritardo si è provveduto ad integrare la pianta organica delle USCA per l’aumentata richiesta di visite domiciliari".

"Costretti a lavorare in condizioni inadeguate"

"Ad oggi si continua a lavorare in auto sanificate raramente e con strumenti diagnostici inefficienti - puntualizza Drago - Spesso si è costretti a rimanere al domicilio dei pazienti in grave insufficienza respiratoria in quanto non è possibile contattare la centrale del 118 e, quando possibile, non ci sono posti letto per ricoverare i pazienti in gravi condizioni". A questo proposito, va ricordato che proprio nei giorni scorsi la Asl Bari ha annunciato un potenziamento delle Usca l'arrivo di nuove attrezzature. Ma oltre alle criticitàò già evidenziate, la Fimmg sottolinea ancora "la mancata risposta alle molte mail inviate dai medici USCA, che da tempo hanno esplicitamente richiesto di abbandonare le attività di supporto ai Dipartimenti di Igiene per tornare ad occuparsi in maniera esclusiva delle visite domiciliari, unico compito di tali unità definito dai DPCM".  

"Chiarezza sul ruolo delle Usca"

“Al Presidente Emiliano che critica una parte dell’assistenza ai cittadini organizzata dalla Regione che governa e dalle Asl che la compongono - conclude Emiliano - chiediamo quindi maggiore chiarezza sulle strategie per la salute in tema di COVID in Puglia e sul ruolo e l’attività delle USCA nella Regione Puglia. I medici USCA, come sempre, saranno disponibili ad assicurare l’assistenza e il loro contributo in tutto quello che sarà ritenuto necessario in questo momento di estrema gravità per il Paese e per la nostra regione”. 

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