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Covid, a Bari partite la vaccinazioni a domicilio agli over80 ma le dosi sono poche. I medici: "Difficile rispettare i tempi"

La prima squadra è entrata in azione venerdì 19 marzo. Un’ambulanza con a bordo un’autista, un medico, un infermiere e il frigorifero con all’interno le dosi Pfizer. Dal 6 aprile entrano in campo i medici di base ma i vaccini non bastano

La prima squadra è entrata in azione venerdì 19 marzo. Un’ambulanza con a bordo un’autista, un medico, un infermiere e il frigorifero con all’interno le dosi Pfizer. A Bari le vaccinazioni domiciliari antiCovid sono partite, con i primi ultraottantenni della zona tra Picone e Poggiofranco che hanno ricevuto la somministrazione del farmaco nelle proprie case. Un’operazione complessa e delicata che comporta del tempo, tra la conferma dell’appuntamento, l’arrivo della squadra al domicilio, le operazioni di iniezione e l’attesa tra i 15 e i 20 minuti degli effetti del vaccino. È il motivo per cui il numero di vaccinazioni giornaliere con queste modalità non può viaggiare su grandi numeri, condizionati sempre dal numero di dosi a disposizione che sono al di sotto di quelle preventivate. La Regione Puglia, infatti, assieme alle Asl hanno sì stilato un calendario ma che dipende fortemente dai vaccini a disposizione. La macchina organizzativa va così avanti, in attesa che entrino in campo anche i medici di famiglia, a partire dal 6 aprile. Ma tutto dipende dalle dosi a disposizione, come confermano le organizzazione dei medici. Intanto sul numero delle prenotazioni a domicilio l’Asl di Bari prova rifare i conti rispetto alle richieste pervenute.

“Sono finora 11.122 – ha comunicato i giorni scorsi l’azienda sanitaria - le prenotazioni di vaccini a domicilio, di cui 2.553 riferite a pazienti in assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare oncologica e assistenza domiciliare programmata e 8.569 da parte di anziani che sono stati presi in carico direttamente dalla Asl. A partire da oggi gli operatori del Cup hanno cominciato a richiamare gli utenti per verificare le condizioni di ogni singola persona invitando quanti hanno la possibilità di spostarsi e/o deambulare a sottoporsi a vaccinazione in ambulatorio”.

Il punto è proprio questo. Capire esattamente attraverso gli elenchi a disposizione, le prenotazioni arrivate e i dati in possesso dei medici di famiglia quanti effettivamente abbiano la necessità di ricevere il vaccino in casa. Anche questa è un’operazione complessa, fanno sapere dall’Asl, che conferma come tutte le persone siano richiamate in questi giorni per accertarsi delle loro condizioni e necessità. L’obiettivo è sfoltire, nei limiti del possibile, quel numero superiore a 10 mila.

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