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Vaccini, la figlia di un 88enne con Alzheimer a Emiliano: "Dal 22 febbraio nessuna notizia sul domiciliare, è offensivo"

Anna Ballabene, 48enne che, assieme ai fratelli, assiste a turno il padre Vito, ricorda in una lettera al governatore pugliese le difficoltà delle persone più fragili costrette ad attendere rispetto alle altre per ricevere la dose

“Salve signor presidente, sono la figlia di un ultra ottantottenne. Ho prenotato per mio padre il 22 febbraio in farmacia il vaccino, mi è stato indicato che mi sarebbe stata fissata una data per il servizio domiciliare. Le scrivo per manifestarle la mia rabbia per il ritardo ingiustificato dei vaccini per gli anziani”. Inizia così la lettera rivolta al governatore pugliese Michele Emiliano scritta da Anna Ballabene, 48enne che, assieme ai fratelli, assiste a turno il padre Vito, 88enne affetto da Alzheimer. È allettato, non può muoversi dalla propria casa di Bari e i figli, assieme alla moglie Maria, si prendono cura di lui giorno e notte. Lo fanno bardati indossando fino a tre mascherine per paura di poter trasmettergli il Coronavirus, evitano il più possibile il contatto, baci, carezze, abbracci, se non per le attività essenziali. Eppure, dopo un anno di sacrifici, di distanze, di isolamento la loro situazione non è cambiata e del vaccino, domiciliare, per mettere al riparo dalla malattia il padre, non hanno ancora notizia. Di qui l’ira per i ritardi dell’organizzazione che penalizzano proprio i più fragili.

“I miei genitori – racconta -  sono chiusi in casa da marzo 2020 non sono mai usciti neanche un singolo giorno in tutto quest’anno trascorso. Soprattutto in seguito a questo rialzo di contagi siamo molto preoccupati per la sua incolumità. La supplico di far tutto quello che è di sua competenza per far accelerare la partenza per i vaccini domiciliari, perché siamo stanchi di subire questi disservizi medici e infermieristici. Mi auguro che possa leggere il mio messaggio e cercare di comprendere la nostra situazione come quella di tante altre famiglie”.

La signora Ballabene non si capacita nel vedere ancora tanti anziani attendere il loro turno in casa senza ancora avere notizie certe sul giorno in cui potranno finalmente ricevere il vaccino.

“Ho l’impressione – spiega -  che ciò che annunciano Governo, Regione e Asl sia solo fumo negli occhi, che ciò che fanno vedere non corrisponda alla realtà. Del resto i numeri parlano di centinaia di persone anziane in attesa. Eppure sarebbe bastato organizzare per tempo un gruppo di medici con unità come l’Usca che con ambulanza ed equipe da febbraio raggiungevano le abitazioni delle persone per persone fragili. Questo ritardo è fastidioso, offensivo e a noi sembra di subire una propaganda politica senza alcun fondamento nei fatti”.

A supporto delle sue considerazioni, la signora Ballabene racconta anche la sua situazione strettamente personale.

“Sono da un mese positiva al Covid e bloccata a casa. Non vedo i miei genitori, non posso aiutarli ma non ho ricevuto una telefonata, nulla sulle modalità di cura. Per fortuna non ho avuto conseguenze gravi nonostante sia asmatica. Per il resto comprendo la carenza dei vaccini per colpa delle case farmaceutiche ma hanno avuto un’intera estate per organizzarsi, sembra però che abbiano pensato solo alla campagna elettorale. Io l’ho votato Emiliano come in passato ma sono infuriata”.

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