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Vaccini Covid in Puglia, 35mila anziani coperti ma sull'accordo con i medici di base è fumata grigia. Cgil: "Fare presto"

Il sindacato dei pensionati chiede collaborazione tra le istituzioni, comprese le amministrazioni, per organizzare la campagna. I medici: "Per AstraZeneca possiamo partite, ma tutto dipende dall'ente regionale"

Fumata grigia per l’inserimento dei medici di famiglia nell’organizzazione della Regione delle somministrazioni dei vaccini antiCovid in Puglia. Dopo l’incontro di giovedì 25 febbraio, i rappresentanti di categoria dei medici di medicina generale hanno ribadito ai tecnici dell’ente la loro disponibilità a contribuire alla campagna vaccinale ma a condizione che le modalità operative siano studiate e messe a punto nel dettaglio. I numeri a livello regionale – spiega il sindacato Spi Cgil della città metropolitana di Bari - certificano oltre 18.628 vaccini per gli ospiti delle strutture residenziali e circa 15.904 over 80 nei primi quattro giorni di campagna vaccinale: “Serve maggiore impegno da parte di tutti per imprimere un’accelerazione”. Impegno confermato dai medici di base, ma supportato da condizioni precise.

“L’obiettivo è fare più vaccini nel più breve tempo possibile –ribadisce al termine della riunione Francesco Pazienza, segretario regionale del Sindacato medici italiani (Smi) e portavoce intersindacale di un’aggregazione di cinque sigle, tra cui Cgil Medici – per vincere al più presto questa battaglia. Ma per fare ciò bisogna organizzarsi al meglio. Noi siamo disponibili fin da subito alla vaccinazione con AstraZeneca degli insegnanti e delle forze di polizia, ma abbiamo necessità che ci vengano messe a disposizione strutture adeguate e personale per sbrigare le faccende burocratiche a ogni vaccino. Per Pfizer e Moderna, destinati agli ultraottantenni e alle persone fragili il discorso è diverso, perché dobbiamo essere messi nelle condizioni di somministrarli con strumenti adeguati, a partire dai frigoriferi per la loro conservazione”. Martedì 2 marzo è in programma un nuovo incontro per delineare al meglio le fasi operative e far entrare negli ingranaggi dell’organizzazione i medici di base, ma i problemi fondamentali restano: personale risicato, modalità organizzative da studiare e puntellare nel dettaglio e, soprattutto, numero ancora insufficiente di dosi. L’accordo nazionale sulle prestazioni prevede  6 euro e 16 centesimi a somministrazione con un eventuale aumento del 50 per cento.

“Ci vuole un protocollo – specifica Pazienza – che delineai le persone da vaccinare in base a età, patologie, fragilità, perché ci sono malattie con controindicazioni, ma tutto deve essere messo nero su bianco, noi siamo solo gli esecutori d’opera, la Regione deve organizzare il piano logistico”.Piano logistico che deve anche essere messo a punto per le vaccinazioni domiciliari degli over80. Le liste per richiedere le disponibilità risultano ancora bloccate e le Asl sono al lavoro per sfoltire gli elenchi stilati finora, perché ci sarebbero casi di persone che non avrebbero effettivamente necessità della somministrazione a domicilio. Silla questione è intervenuto ancora il sindacato dei pensionati Spi Cgil della provincia di Bari.

“Siamo già intervenuti tempestivamente in alcuni Comuni della Provincia – scrive il segretario Alessandro De Mario - come ad esempio Monopoli, Modugno e Santeramo in Colle, dove, grazie alla nostra capillare rete di referenti comunali, abbiamo chiesto alle amministrazioni di adeguare i locali che ospitano i centri vaccinali e di mettere a disposizione un mezzo di trasporto idoneo che permetta agli anziani di poter raggiungere il luogo di vaccinazione fuori dal proprio comune di residenza. In questa fase delicata, in cui si rileva un aumento di contagi a causa del diffondersi della cosiddetta ‘variante inglese’ del virus, bisogna che si intensifichino le vaccinazioni della parte più fragile della popolazione; occorre quindi dare seguito al coinvolgimento dei medici di base che grazie alla presenza capillare nel territorio ed alla conoscenza approfondita dei pazienti, possono sicuramente contribuire – conclude – a una accelerazione della campagna vaccinale antiCovid per raggiungere più cittadini possibili nel minor tempo possibile”.

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