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"Siamo riusciti a vaccinarci con Pfizer dopo esser stati all'hub a Pasquetta": il racconto del padre di un ragazzo autistico

Gianni Perilli, 54enne impiegato delle Ferrovie dello Stato a Bari, è riuscito assieme a suo figlio, Giuseppe, 18 anni, a ricevere la prima dose di vaccino antiCovid dopo esser stato nel centro vaccinale del PalaCarrassi

“Ce l’abbiamo fatta, spero che anche altre persone in situazioni simili alla nostra ci riescano”. Gianni Perilli, 54enne impiegato delle Ferrovie dello Stato a Bari, è riuscito assieme a suo figlio, Giuseppe, 18 anni compiuti a febbraio, a ricevere la prima dose di vaccino antiCovid Pfizer. Sono entrambi soggetti fragili. Lui ha una forma di obesità mentre il figlio è affetto da forma acuta di autismo ed è appena uscito da dieci anni di terapie e controlli a causa di una leucemia. Perilli non ha potuto accedere alla vaccinazione come caregiver con AstraZeneca nei giorni di Pasqua e Pasquetta organizzati da regione e Asl. Ma dopo essersi presentato assieme alla moglie (poi vaccinata) e a Giuseppe nell’hub del PalaCarrassi è riuscito a sbloccare una situazione complicata, che aveva denunciato da diverse settimane. Oltre un anno bloccati in casa e lontani dagli affetti con Giuseppe impegnato in presenza a scuola in quanto studente Bes.

“Avevo compilato tutti i moduli nel centro vaccinale lunedì scorso – racconta – ma al triage il medico mi ha visto e detto che non avrei potuto ricevere la dose di AtraZeneca a causa del mio peso fuori dai parametri. A quel punto il mio caso è stato segnalato a un’altra dottoressa che ha preso i miei dati. AI miei ho aggiunto quelli di mio figlio, per fortuna avevamo tutta la documentazione compresa la certificazione della legge 104 con noi. Grazie alla finestra che e Asl avevano aperto per i soggetti fragili dal 30 marzo all’11 aprile siamo stati chiamati per l’appuntamento di oggi 8 aprile al PalaCarbonara”.Di qui la possibilità, finalmente, di vaccinarsi, per lui e per Giuseppe.

“Il 2 aprile avevo chiamato il mio medico curante – racconta – di segnalarci all’Asl per la finestra aperta dal 30 marzo. Lo ha fatto ma non ha ricevuto le dosi dopo 48 ore come previsto perché non ha scelto di vaccinare in ambulatorio. Così aver sbloccato la situazione in questo modo è stata in parte una fortuna e in parte una liberazione da un incubo. Il 29 aprile abbiamo l’appuntamento per la seconda dose. Lì ha funzionato tutto alla perfezione, l’organizzazione è impeccabile. Se non fossimo andati negli hub preposti nei giorni di Pasqua e Pasquetta non avremmo sbloccato la situazione con tutti i rischi che ne conseguono. Spero che medici, Regione e Asl – conclude – risolvano gli ultimi intoppi e diano impulso decisivo alla campagna vaccinale per le persone vulnerabili.

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