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"Entro il 31 gli ultimi 160mila fragili, a luglio le seconde dosi": i medici di famiglia pronti a completare le loro vaccinazioni

Tutto dipenderà, fanno sapere, sempre dalla disponibilità deli sieri antiCovid. “Lavoreremo anche rinunciando alle ferie – spiega il segretario Smi Francesco Pazienza - per somministrare le due dosi, poi il nostro compito sarà finito"

“Entro il 31 maggio termineremo il ciclo delle prime dosi, manca l’ultimo sforzo per completare i 160 mila pazienti fragili rimasti. Completato anche il ciclo delle seconde dosi, abbandoneremo la campagna vaccinale, il nostro compito è finito”. I numeri li ha dati la Regione Puglia attraverso il direttore del Dipartimento della Salute, Vito Montanaro, durante l’incontro con la terza commissione in Consiglio e i rappresentanti dei medici di medicina generale. L’indirizzo lo ribadisce Francesco Pazienza segretario del sindacato Smi e portavoce intersindacale di un’aggregazione di cinque sigle, tra cui Cgil Medici, sulla campagna vaccinale antiCovid.

“Lavoreremo anche rinunciando alle ferie – spiega Pazienza - per completare le due dosi entro i primi giorni di luglio, per gli ultraottantenni allettati e i pazienti fragili. Finora ne abbiamo vaccinati all’incirca 400mila. Il problema rimane sempre la disponibilità dei vaccini, che anche in questi giorni continuano a scarseggiare tra quelli a nostra disposizione. L’anomalia è avere 1 milione e 200 mila vaccinati di altre categorie coperti e ancora fragili scoperti”. Nella giornata di martedì 18 maggio anche il generale dell’esercito Francesco Figliuolo commissario straordinario per l‘emergenza Covid ha sottolineato come “nelle prossime 2-3 settimane bisogna mettere in sicurezza gli over 60 e le persone fragili. I medici di famiglia nel frattempo sono stati dispensati dalle somministrazioni in favore delle persone considerate vulnerabili lievi, una decisione che ha permesso di restringere la platea per la categoria già in difficoltà per le poche dosi arrivate di volta in volta.

“Noi siamo gli unici veri interlocutori diretti dei nostri pazienti e quelli che metodi di informazione – aggiunge l’intersindacale dei medici di medicina generale - e di modulazione di paure spesso disagevoli. La famiglia a perdere tempo su lungaggini cartacee e piattaforme spesso non in linea con le necessità emergenziali. La campagna vaccinale iniziata di fatto il 6 aprile, a causa della disorganizzazione, è stata per noi un'esperienza non certo positiva”.

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