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Vaccini a domicilio ancora a rilento, tanti over 80 optano per l'hub in Fiera. Asl Bari, nessuna lista di riserva per Astrazeneca

Le somministrazioni a casa per ora affidate a un'unica squadra, in attesa della partenza dei medici generici, così molti anziani hanno preferito recarsi presso i centri vaccinali. Sulla questione dei 'panchinari' delle dosi l'Asl spiega: "Le dosi vanno tutte via, problema non si pone"

“Le dosi AstraZeneca vanno tutte via, le richieste sono molto alte, quindi non si pone il problema di liste di riserva. In caso di defezione all'appuntamento, gli operatori del dipartimento di Prevenzione chiamano le persone della stessa categoria presenti nelle liste”. Il direttore dell'Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, spiega come nel territorio non si presenti la questione dei cosiddetti “panchinari” volontari dei vaccini antiCovid, pronti a farsi inserire in caso di mancata risposta all'appuntamento da parte dei pazienti designati. Mentre nel nuovo centro vaccinale del padiglione 7 della Fiera del Levante si notano anche anziani in carrozzina, segno che alcuni abbiano deciso di non attendere le liste delle vaccinazioni domiciliari. 

“In tanti – conferma Sanguedolce – hanno comunque scelto di presentarsi nei centri vaccinali”. Su Bari i numeri sono ancora alti, anche se da 11 mila circa si è passati a 8 mila dopo che gli operatori del Cup Asl hanno richiamato tutti gli ultraottantenni che avevano optato per la somministrazione a domicilio. Il numero tenderà quindi a scendere ancora mentre, in attesa che dal 6 aprile anche i medici generici partano con le somministrazioni (dovrebbero utilizzare il vaccino Moderna) ai loro pazienti, dal 19 marzo sono iniziate le vaccinazioni domiciliari a Bari. Gli operatori, con medico, infermiere e autista, riescono a distribuire all'incirca 30 dosi giornaliere per tre giorni a settimana. La squadra è una e divide il lavoro per zone, con il sabato dedicato a quelle più periferiche.

“Anche dopo il blocco da parte dell'Aifa – ha spiegato Sanguedolce - abbiamo comunque avuto risposte alte per AstraZeneca, segno che la gente è consapevole dell'importanza di vaccinarsi”.

Il direttore dell'Asl di Bari ha poi confermato i numeri crescenti di ricoveri negli ospedali baresi a causa della cosiddetta terza ondata della pandemia.

“Le strutture sono sotto pressione ma si stanno organizzando con un aumento di letti di terapia intensiva o di pneumologia come sta accadendo al San Paolo che stanno dando possibilità di ricovero a tutte le persone che ne necessitano. In questi giorni si registra un super afflusso ma non abbiamo situazione di allarme”.

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