Venerdì, 14 Maggio 2021
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Vaccini, medici di famiglia incontrano Emiliano e Lopalco: "Ora completare le dosi a pazienti fragili"

Confronto tra i rappresentanti dalla Fimmg e la Regione. Segnali distensivi dopo le tensioni dei giorni scorsi e le criticità evidenziate dai medici: priorità terminare il prima possibile le vaccinazioni delle persone fragili

La priorità è terminare il prima possibile le vaccinazioni delle persone fragili. Per questo si deciderà di stornare le dosi in favore dei soggetti già individuati con la collaborazione dei medici di medicina generale, rappresentati dalla Fimmg nel confronto con la Regione di giovedì 29 aprile. Il governatore Michele Emiliano, l’assessore alla Salute, Pier Luigi Lopalco e il direttore regionale del dipartimento regionale di Promozione della salute, Vito Montanaro. “L’incontro – hanno dichiarato il presidente Emiliano e l’assessore Lopalco - è stato veramente utile per fare il punto sulla campagna vaccinale in corso, scambiare informazioni importanti sullo stato di avanzamento e rinnovare lo spirito di collaborazione tra Regione Puglia e medici di medicina generale. Il dialogo diretto e il confronto sono il miglior modo per procedere e risolvere le questioni che man mano si presentano. Ringraziamo i medici di medicina generale per il grande lavoro che stanno portando avanti per mettere in sicurezza le fasce più fragili della popolazione”. Le organizzazioni dei medici hanno lamentato i ritardi e le disfunzioni nella distribuzione, non sempre uniforme, delle poche dosi, 12 per medico. Un numero insufficiente se si calcola che solo il territorio barese i dottori di famiglia sono mille, acuito dalle scarse approvvigioni di dosi in arrivo. A Bari e provincia 19 mila 890 dosi Pfizer destinate all’hub oncologico più altre 28 mila 080 per un totale di circa 37 mila.

“Se le si distribuissero per ogni medico – spiega Donato Monopoli, segretario regionale Fimmg – le dosi in arrivo fanno 37 a testa. Un numero già di per sé insoddisfacente, per questo siamo costretti a contenere le lamentele dei nostri pazienti. In queste settimane si sono rotti dei rapporti di fiducia, perché ci sono pazienti che credono ci siano delle preferenze o discriminazioni, che ci siano dei privilegiati, e questo non è giusto nei confronti di medici che anche sabato 1 maggio e domenica continueranno a vaccinare pur di portare avanti la campagna”.

I segnali comunque sono sembrati distensivi, Emiliano ha voluto scusarsi e riconoscere il lavoro dei medici sul territorio mentre Lopalco ha riconosciuto alcuni errori e ha prefigurato un cambio di marcia, mentre Montanaro ha spiegato come vada rimodellato il sistema e il rapporto con le Asl, per poter portare avanti un modello efficiente fino al 2023. “Siamo stati bersaglio di polemiche sui social e sulla stampa – ribadisce Monopoli – anche per il compenso di 8 euro e 16 riconosciuto a dose per noi con offese alla categoria che stanno portando diversi colleghi a voler rinunciare a vaccinare. Eppure –conclude - i numeri comunque vaccinazioni sono aumentate grazie a noi”.

Critiche sulle modalità dell’incontro sono arrivate però dall’intersindacale che racchiude più sigle tra cui Smi e Cgil Medici. “È doveroso rappresentare – scrivono - che i rappresentanti pubblici e la stessa dirigenza Ordinistica e Fimmg continuano a prediligere spazi inusuali di socializzazione istituzionale (come le sedi ordinistiche), forse per il timore del confronto democratico che deve avvenire con tutte le rappresentanze sindacali di categoria nelle sedi e modalità previsti dalla legge, quali i comitati permanenti regionali (Cpr) e quelli delle Asl (Cpa)  La gran parte dei lavoratori del mondo della medicina generale, ieri all’antivigilia della festa del lavoro, è stata ancora una volta ignorata dagli organi istituzionali regionali e aziendali e purtroppo anche dal sindacato più rappresentativo della categoria della medicina generale convenzionata. Noi continueremo a garantire la tutela del lavoro medico – conclude la nota - e degli altri operatori soprattutto quella del rapporto con i cittadini, chiedendo, ancora una volta, il rispetto delle regole che sono espressione di battaglie politiche importanti, fondate sulla dignità del lavoro e dei lavoratori”.

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