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Caos organizzativo, notizie non vere e mancanza di dosi. I medici: "Insopportabile, sui vaccini intervengano i prefetti"

L'intersindacale Smi, Snami, Simet, Cgil e Ugs si rivolge al governatore Michele Emiliano, parlando di esasperazione, e attaccano le Asl: “Visto che viene disatteso, nei contenuti, valutiamo se ritirare la firma dall'accordo di marzo"

Mancanza di vaccini. Caos organizzativo delle Asl. Comunicazioni non esatte. I medici di medicina generale si dicono pronti a ritirare la propria firma dall’accordo che il 5 marzo scorso li aveva inseriti nella macchina della campagna vaccinale pugliese. Con una lunga lettera, l’intersindacale Smi, Snami, Simet, Cgil e Ugs medici si rivolge al governatore Michele Emiliano, parlando di esasperazione, e attaccano le Asl. “Visto che viene disatteso, nei contenuti, dalla parte pubblica,  l’accordo gli scriventi ritengono del tutto legittimo valutare se ritirare la firma da quell'atto nonostante la disponibilità offerta in ogni occasione, per senso di responsabilità e opportunità, a partecipare alla campagna vaccinale”. I medici annunciano di voler rivolgersi ai prefetti perché prendano atto di una situazione “esasperante e “insostenibile”.

“Ultimo esempio la nota regionale della vaccinazione dei familiari e caregiver dei pazienti disabili e fragili davvero incomprensibile. chi deve vaccinarli, quando e con quale tipologia di vaccino?” scrivono ancora i medici che sottolineano come “Il clima, che si è venuto a creare per quanto sopra detto, per i medici di famiglia è diventato pesante e insopportabile. Per tale ragione comprendiamo la voglia e la decisione di molti medici di rinunciare a partecipare alla vaccinazione fino a quando le condizioni di lavoro sono queste”. Era da tempo che i medici manifestavano il loro disagio per l’organizzazione, tra vaccini arrivati o scongelati in ritardo nei centri vaccinali, dosi date ad alcuni medici e non altri e informazioni non chiare verso i cittadini che, come primo contatto per le loro rimostranze, hanno proprio i medici di famiglia.

“La nostra disponibilità – spiega Francesco Pazienza, coordinatore dell’intersindacale -  l’abbiamo data sempre, ma dal primo momento abbiamo posto il problema dell’organizzazione. Noi vogliamo vaccinare ma ci devono mettere in condizioni di farlo. Ci aspettiamo dalla Regione un minimo di organizzazione che si faccia chiarezza perché per colpa di questi problemi sta venendo meno il rapporto di fiducia medico paziente e questo è inaccettabile, perché su questo si fonda il nostro lavoro”. Problemi riscontrati nell’individuazione degli hub e nel personale a supporto dei medici durante le operazioni di somministrazione. Di qui le domande poste alla Regione: “Con quali criteri sono stati distribuiti i vaccini e in quali quantità per medico? E' vero che i vaccini sono stati forniti con grande ritardo ai medici che hanno dato la propria disponibilità a vaccinare nei locali messi a disposizione dalle Asl? E' vero che si è intervenuti per " consigliare " i medici a vaccinare nei propri studi professionali? Tutti i medici volontari hanno vaccinato a titolo gratuito?”.

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