Non solo incontri al Castello Svevo per i vescovi del Mediterraneo: tour nel borgo antico tra negozi e chiese

Tre delegazioni di vescovi, di cui una guidata dal sindaco Decaro, ha visitato Bari vecchia, con tappe in Basilica e Cattedrale

Si è conclusa con una visita nel centro storico di Bari, per assaporare storia e prodotti tipici della città, la giornata di alcuni vescovi dei Paesi del Mediterraneo che stanno partecipando all'evento 'Mediterraneo frontiera di pace' che si concluderà domenica con la Messa del Papa. Il tour dei tre gruppi religiosi, uno guidato dal sindaco Decaro, ha incluso anche due tappe nelle chiese simbolo del capoluogo: la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino.

Punto di partenza il Castello Svevo, dove i vescovi trascorrono gran parte della giornata, il giro è proseguito nella città vecchia tra i cittadini incuriositi, alcuni dei quali chiedevano: "Ma il Papa dov'è?". Una prima tappa in uno storico negozio di dolciumi, il cui proprietario ha offerto cioccolatini ai vescovi per far recuperare loro "le energie spese in questi giorni di preghiera per la pace". E poi una visita in un altro negozio con orecchiette, pomodori e fichi secchi.
 "Io vengo da dove siamo in maggioranza ortodossi - ha detto l'arcivescovo di Belgrado, Stanislav Hočevar - e qui mi trovo molto bene grazie alla presenza di San Nicola". "In questa città - ha detto il vescovo di Curia di Antiochia dei Maroniti, Joseph Naffah - Oriente e Occidente convivono, e poi ci sono gli ulivi che mi ricordano molto la mia terra". I vescovi sono poi stati nella cripta della Basilica di San Nicola, dove hanno pregato insieme per il Patrono della città. E infine sono andati in Cattedrale. "E' una bella esperienza per noi che li accogliamo - ha detto il sindaco Decaro - e speriamo sia anche una bella esperienza per loro".

"Il fondamentalismo è contro la fede"

In mattinata, invece, il Castello Svevo è stato teatro della seconda giornata di incontri della manifestazione. Tra gli ospiti, anche la professoressa Giuseppina De Simone, ch nella sua relazione su come consegnare la fede alle future generazioni, ha spiegato che "il fondamentalismo, qualunque sia la forma in cui prende corpo, anche quando si fa strada nella vita della Chiesa, è sempre una sconfitta della fede e una negazione della capacità umanizzante dell'esperienza di Dio". Durante l'incontro è intervenuto anche il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, al quale è stato chiesto un commento sul piano per la pace in Cisgiordania presentato dal presidente Usa. "Un piano di pace perché funzioni - ha detto Patton - deve vedere coinvolti prima di tutto i soggetti che dovrebbero fare pace, quindi c'è bisogno che questi siano invitati da qualcuno a sedersi attorno a un medesimo tavolo. I piani di pace non si possono calare dall'alto".

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