Stretta anti-Xylella nel Decreto Semplificazioni, sì al carcere per chi si oppone agli abbattimenti degli ulivi infetti

Via libera delle Commissioni del Senato: la mancata attuazione delle misure per evitare la diffusione della malattia è punibile con la reclusione da 1 a 5 anni. La Coldiretti: "Era ora"

C'è anche una 'stretta' anti-Xylella tra le norme approvate nel decreto Semplificazioni dopo il via libera delle Commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici del Senato. Il provvedimento arriverà in Aula al Senato lunedì prossimo 28 gennaio e conterrà anche la disposizione che prevede il carcere in caso di mancato rispetto delle norme sulla distruzione delle piante infette. In base alll'emendamento le misure fitosanitarie ufficiali, o comunque derivanti da provvedimenti di emergenza fitosanitaria, "ivi compresa la distruzione delle piante", dovranno essere attuate "in deroga ad ogni disposizione vigente" e nel rispetto della normativa Ue. La mancata attuazione delle misure per evitare la diffusione della malattia è punibile con la reclusione da 1 a 5 anni.

La Coldiretti: "Era l'ora d'intervenire"

Sul provvedimento interviene la Coldiretti Puglia con una nota: “Era ora che ci fosse una prima stretta alla lotta alla Xylella - affermail presidente Savino Muraglia - anche con provvedimenti che possono apparire estremi, ma che di fatto aiutano a superare ogni ostacolo all’avanzare finora inarrestabile della malattia. E’ passata la linea della responsabilità. Oggi abbiamo urgente bisogno del Decreto Xylella, che andava già ‘emendato’ perché a disposizione di quanti hanno contribuito a scriverlo da mesi, e di linee guida chiare che non lascino spazio ad interpretazioni, consentendo di superare i blocchi all’abbattimento delle piante anche nelle aree tutelate”.

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“Se non si darà corso a quanto sul tavolo da anni – aggiunge Muraglia - altro che semplificazione, visto che anche i due emendamenti regolarmente approvati nelle manovre Nazionale e regionale rischiano di restare episodi legislativi da cancellare con un colpo di spugna o ignorare perché ritenuti frammentari. Sulle risorse finanziarie è evidente che “rispetto ad un danno di oltre 1 miliardo e 200 milioni di euro, lo stanziamento di 100 milioni è una somma risibile - conclude il presidente Muraglia - e nessun intervento regionale o nazionale sarà mai in grado di coprire completamente considerato che per la Xylella sono andati in fumo 770mila ettari in 5 anni. Per dare sostegno al reddito alle migliaia di aziende agricole, cooperative, frantoi e vivaisti al collasso e per ripristinare un patrimonio di tale entità il Governo italiano deve chiedere all'Europa di fare della Puglia il centro di ricerca e di rinascita della cultura dell'olio, in modo che anche l’UE contribuisca al danno provocato”.

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