Xylella, l'Ue estende area di quarantena: 'zona rossa' fino al Barese

Approvata la proposta della Commissione europea: l'area ampliata di circa 20 km verso il nord della Regione. Le associazioni degli agricoltori: "Decisione gravissima"

Si amplia per venti chilometri a nord della regione, fino a raggiungere anche la provincia di Bari, l'area di quarantena per la Xylella in Puglia. La decisione è stata approvata ieri dal comitato Ue per la salute delle piante su proposta della Commissione europea. Anche in queste nuove aree, dunque, dovranno essere applicate le misure per la lotta al batterio.

Il sì al provvedimento, arrivato nello stesso giorno in cui il Consiglio pugliese affrontava l'argomento Xylella in seduta monotematica, ha scatenato una serie di reazioni e polemiche. 

L'assessore alle Risorse agroalimentari della Puglia, Leonardo Di Gioia, ha definito la decisione dell'estensione come "un torto di proporzioni epocali". Preoccupazione per il provvedimento è stata espressa anche dalle associazioni degli agricoltori.

“E’ gravissimo aver esteso l’area di contenimento ad una zona fino a poche ore fa ritenuta indenne che comprende i comuni Alberobello, Locorotondo, Fasano, Martina Franca, Massafra, Statte e Crispiano. E’ una macchia che si sta allargando a vista d’occhio sulla stessa immagine dell’olivicoltura pugliese che resterà indelebile, a meno che non si passi dalle parole ai fatti”, commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Anche l’UE ha gravi responsabilità – incalza Cantele - circa gli inaccettabili ritardi nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria causata dalle frontiere colabrodo. La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura di Puglia. Ora l’UE non può calare la scure e lavarsene le mani, considerato che nei 100 metri dall’eventuale pianta infetta saranno espiantate anche ciliegi e mandorli, che in quell’area sono fiorenti e produttivi”.

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"I ritardi della burocrazia, della giustizia e della politica, i santoni che volevano combattere la Xylella con la stregoneria e i ricorsi al Tar hanno determinato questo risultato infausto per la Puglia". Così il vicepresidente CIA Puglia Giannicola D'Amico, a margine del Consiglio regionale monotematico sul tema "Xylella e processo di disseccamento nel territorio pugliese", si associa al disappunto e alla preoccupazione espressi dall'Assessore regionale all'Agricoltura Leonardo Di Gioia sull'estensione dell'attuale area di quarantena di circa 20 km verso il nord della regione approvata dal Comitato Ue per la salute delle piante. "È una decisione che francamente la Puglia non si meritava ed è il risultato - prosegue il vicepresidente D'Amico che ha assistito alla seduta del Consiglio regionale - delle lentezze che avevamo denunciato in tempi non sospetti e delle decine e decine di ricorsi al Tar che hanno bloccato per anni l'applicazione dei protocolli facendo avanzare il batterio. Noi continuiamo a credere nella scienza e a propugnare l'applicazione delle buone pratiche agricole e dei trattamenti fitosanitari. Siamo convinti che nella lotta al vettore sia necessario intervenire rispettando rigorosamente i protocolli, come raccomandiamo ai nostri agricoltori, e confidiamo nella sola ricerca scientifica. Avevamo predetto che la Xylella non avrebbe aspettato i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia, e purtroppo i fatti ci hanno dato ragione". Nella sua relazione, l'assessore Di Gioia ha spiegato come la proposta di estensione approvata sacrificherebbe tutta la provincia di Taranto in cui non ci sono grandi numeri di piante infette e non è stato individuato nessun focolaio nella zona cuscinetto. Inoltre, si sceglierebbe di definire infette ampie porzioni di territorio per le quali, sinora, non è stata individuata la presenza di Xylella, come Massafra, Crispiano, Statte, Fasano, Martina Franca, Locorotondo e Alberobello. "È l'ennesimo colpo al cuore della Puglia - ha concluso Giannicola D'Amico - sferrato da Bruxelles con la complicità di chi ha preferito dare credito ai santoni e alla fantascienza e ha sacrificato l'olivicoltura pugliese".
 

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