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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Xylella, Italia condannata dall'Ue: "Non ha applicato misure contro la diffusione"

La Corte di giustizia europea ha accolto il ricorso della Commissione Ue contro "ritardi e mancanze" negli interventi previsti per bloccare il contagio. E le opposizioni pugliesi puntano il dito contro Emiliano

Italia condannata dalla corte di giustizia Ue per la mancata applicazione delle misure di contrasto alla diffusione della Xylella. In particolare, la Corte ha accolto il ricorso della Commissione europea contro "ritardi e mancanze nell'ispezione e nell'abbattimento delle piante infette", misure previste per impedire l'estendersi del contagio. Si tratta di una condanna per primo inadempimento, che prevede solo il pagamento delle spese processuali.

Opposizioni contro Emiliano: "Sua la responsabilità, si dimetta"

Intanto, in Puglia, le opposizioni puntano il dito contro il presidente della Regione Emiliano. “La domanda ora è solo una: chi paga? Chi paga per questo ulteriore danno che l’Agricoltura pugliese subisce per precise colpe di un presidente, Michele Emiliano, che ad inizio del suo mandato ha cavalcato e dato il fianco ai negazionisti, fra i quali molti esponenti pugliesi del Movimento 5 stelle, che hanno impedito che si eradicassero immediatamente gli ulivi infetti da Xylella", dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia e Direzione Italia (Erio Congedo, Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola). "E’ solo l’inizio, con questa sentenza si innesca un procedimento che vedrà il nostro Paese essere decurtato di risorse europee (PAC e PSR) trattenute come “risarcimento” del danno prodotto. Per gli agricoltori pugliesi si profila un futuro sempre più nefasto: oltre il danno la beffa. Danni incalcolabili perché la strage di un paesaggio, della sua economia, del suo sviluppo non è quantificabile, a cui oggi si aggiungono quelli che ci condanna a pagare l’Europa", proseguono i consiglieri. "Emiliano è colpevole e sono i pugliesi le persone offese dalla sua gestione sciagurata del settore. L’assenza di un assessore e le dimissioni del commissario Arif sono le prove del suo fallimento. Tolga il disturbo. Lo faccia presto, per il bene della Puglia".

"Per noi, Emiliano si sarebbe dovuto dimettere già due anni fa - dichiara il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Nino Marmo - Oggi, dopo la condanna Ue all’Italia per non aver applicato le misure obbligatorie di contrasto alla Xylella, non possiamo che chiedere agli elettori di esprimere un giudizio sul suo operato, visto che le elezioni sono ormai ad un soffio. Quello che è accaduto è un lungometraggio fatto di inadempienze, di ritardi, di un’inconcepibile inchiesta della magistratura e, nel frattempo, sia Emiliano sia il Movimento 5Stelle (con alcuni dei suoi parlamentari che hanno dato spettacoli al limite del ridicolo) hanno preferito accarezzare teorie fantasiose in netto contrasto con quanto proferito dal mondo scientifico. Hanno inseguito gli ambientalisti come anche chi parlava di “complotto internazionale” per affossare l’olivicoltura nostrana o, peggio, per consentire di edificare sui nostri terreni. Nel mentre si dava fiato al nulla cosmico, la Xylella ha smantellato il nostro paesaggio. C’è da chiedersi, ora, cosa farà il governo nazionale, visto che è guidato da entrambi i partiti maggiormente responsabili di questo dramma senza precedenti".

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