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Xylella nel Barese, individuate altre piante infette tra Monopoli e Polignano: "Rilevato focolaio anche in zona indenne"

L'allarme delle associazioni degli agricoltori sulla base delle ultime informazioni relative al monitoraggio. Coldiretti: "Preoccupante deriva del batterio a sud-ovest che impone misure immediate"

La Xylella continua ad avanzare anche nel Barese. Altre 38 piante infette, secondo gli ultimi esiti del monitotaggio, secondo quanto reso noto dalle associazioni Cia e Coldiretti e dal portale Info Xylella,  sono state individuate tra Barese e Brindisino. In particolare, 16 sono state identificate a Polignano, 6 a Monopoli e 16 a Fasano, "con due rosmarini ed un mirto e 35 ulivi, di cui 1 individuato in un focolaio in zona indenne - evidenzia Coldiretti - sulla provinciale 121 tra Conversano e Polignano", evidenziando "una preoccupante deriva a sud-ovest che impone misure immediate e drastiche". 

Coldiretti Puglia rimarca che "trattandosi di zona indenne, distante circa due chilometri e mezzo dalla zona cuscinetto, è prevedibile, secondo InfoXylella, che a breve le autorità fitosanitarie procederanno alla delimitazione di una ulteriore zona cuscinetto di 5 km di diametro". "Gli ulivi infetti - evidenziano ancora l'associazione - restano focolai attivi, fonti di inoculo per la sputacchina, l’insetto vettore, complice della diffusione della Xylella. 

"Nel Piano anti Xylella 2022 - ricorda ancora Coldiretti - sono contemplati nuovi metodi di sorveglianza, come la task force cinofila, col supporto scientifico dei ricercatori dell'IPSP del CNR e con il supporto logistico ed organizzativo di Unaprol e Coldiretti che continueranno a collaborare con ENCI per le attività di addestramento dei cani che effettueranno nell’anno 15 controlli equamente suddivisi tra vivai/garden di piante ornamentali e/o officinali di specie non specificate (5 vivai in zona infetta), vivai/garden di piante appartenenti a specie specificate (5 vivai in area indenne) e lotti di piante importate da paesi terzi al loro arrivo al porto di Bari. Inoltre, attraverso il progetto di ricerca Redox (Remote Early Detection of Xylella), finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e coordinato dal Distretto tecnologico aerospaziale (DTA), saranno elaborate immagini telerilevate da aereo acquisite con sensori iperspettrali e termici, delle piante infette prima ancora della manifestazione dei sintomi – spiega Coldiretti Puglia - per la identificazione precoce di focolai di Xylella attraverso rilievi aerei e droni con sensori iperspettrali e termici".

"Abbiamo sempre sostenuto che la Xylella fastidiosa non avrebbe atteso i tempi della burocrazia, della politica e della giustizia – ricorda il presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo – Non ci eravamo sbagliati, stante l’avanzamento del batterio giunto ormai in provincia di Bari. Sulla Xylella ormai bisogna attuare gli strumenti e i fondi ottenuti in anni di battaglie, per ridisegnare il futuro economico e produttivo delle province ormai compromesse, con i reimpianti, anche con specie diverse dall’olivo, e i sovrainnesti (questi ultimi per salvare la Piana degli Ulivi Monumentali), destinando, sempre più velocemente e superando i sempre presenti intoppi di natura burocratica, gli indennizzi stanziati, con una più incisiva azione di prevenzione attraverso il monitoraggio, le eradicazioni e la attuazione delle buone pratiche agricole".

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