Bimba morta per una sfida su Tik Tok, le insidie dei social e le responsabilità degli adulti: "E' necessario affiancare i ragazzi e insegnare loro la bellezza"

"Bisogna affiancare i ragazzi, stare con loro e ascoltarli sul serio"

©Foto di Travel Sourced da Pixabay

La morte della una bambina siciliana di appena dieci anni per aver compiuto una "challenge" estrema su TikTok ha scosso l'Italia intera. Il garante regionale dei minori e degli adolescenti, Ludovico Abbaticchio invita a riflettere sulla questione e rilascia la sua dichiarazione: “Non ha più senso dare colpe ai social, ai genitori, alla scuola, agli amici del cuore che, attraverso l’utilizzo di questi strumenti, a volte educativi e spesso diseducativi, intrappolano o fanno crescere la conoscenza di una generazione che in realtà è sempre più lontana dal mondo cosiddetto “sano” degli adulti. Vedremo, come sempre, illustri psicologi e sociologi televisivi, o scrittori di libri del momento, dare i loro pareri e le loro soluzioni su una generazione adolescenziale ormai persa e senza valori, su famiglie ormai disperate, su insegnanti incapaci e demotivati.
Certo, i social nascondono trappole, insidie, pericoli, dalla crescita del bullismo, pornografia, ludopatia e altro, fino alla competizione, gioco che può portare anche alla morte una bambina di 10 anni. 
Parlare di più con loro, giocare, rispettarli come persone che possono anche scegliere è cosa utile. Ma il tempo per loro noi adulti lo abbiamo? 
Glielo dedichiamo? Quando una bambina di dieci anni si stringe una cintura al collo non è colpa di TikTok o similari, non è colpa della famiglia, dei social, della scuola, degli amici: non è colpa di nessuno e, se lo è, è colpa di tutti.
I social non sono il male, anzi, proprio in questo periodo di pandemia, per molti sono stati una salvezza, un modo per darsi forza a vicenda, per tenere vivi i contatti, per lavorare, per studiare, per non sentirsi soli. 
L’assenza di amore e di attenzione verso i giovani, prima della famiglia e poi delle istituzioni, è cosa inaccettabile!
Fa male non essere visti, non essere ascoltati, non avere nessuno vicino che ti chiede come stai, sentire intorno a sé il vuoto o il silenzio. Vogliamo dirlo una volta per tutte che i bambini passano troppo tempo da soli?
TikTok, e simili social network, devono essere oscurati o fortemente limitati e controllati se in un sistema democratico non hanno capacità di autocontrollo, vogliamo parlare della identità digitale ad esempio? 
Ma non basta, bisogna affiancare i ragazzi, stare con loro e ascoltarli sul serio quando rispondono alle nostre domande. Insieme a comportamenti educativi da rigenerare, è necessario rafforzare il servizio e la funzione della Polizia Postale.
Spesso gli adulti ritengono che l’adolescente debba imparare da solo, in parte giustamente, ma non è proprio così.
L’adulto insegna loro a vivere il quotidiano con messaggi verbali e non verbali, deve insegnare la bellezza del sogno, della fantasia, immaginare insieme a loro i progetti che nelle loro menti realizzano e consolidano. 

Gli adulti devono ritornare anche al loro passato di adolescenti e rivivere la bellezza del coraggio giovanile, attraverso la speranza di un futuro più bello e più sereno. 
I nuovi sistemi di comunicazione fanno parte della loro e della nostra vita, impariamo a governarli con intelligenza, creiamo nuovi metodi scolastici di informazione attraverso l’educazione civica alla salute e all’uso del digitale
”. 

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