Funghi: come riconoscere le intossicazioni e seguire le giuste indicazioni nella raccolta

La raccolta dei funghi è per molti un'avventura irrinunciabile ma per addentrarsi nei boschi in sicurezza ed evitare la raccolta sbagliata ci sono informazioni imprescindibili

©Pixabay


In autunno si apre come sappiamo anche la stagione di raccolta dei funghi e ricordiamo anche che tutti gli appassionati della natura che amano andar per boschi coltivando questo hobby genuino e salutare devono praticare la raccolta in tutta sicurezza e legalità, avendo un regolare permesso. In questo articolo invece parliamo di alcuni consigli e sfatiamo invece alcuni falsi miti sulla micologia, oltre a descrivere dettagliatamente i rischi delle varie intossicazioni. 

Raccogliere funghi in sicurezza 

- Raccogli solo funghi che conosci alla perfezioni e dei quali hai la certezza assoluta della commestibilità

- In caso di dubbi sottoponi il fungo al controllo dell’AUSL o dei gruppi micologici 

- Non raccogliere i funghi che crescono vicino a fonti d’inquinamento o in campi trattati chimicamente 

-Indossare scarpe e indumenti che coprano braccia e gambe per prevenire eventuali morsi di vipere 

- Utilizzare possibilmente cesti di vimini o recipienti aerati. Bando alle buste di plastica, sia per una questione ambientale che per evitare un rapido deterioramento dei funghi 

- Non frugare tra i cespugli con le mani, usare un bastone lungo 

- In caso di puntura di zecca non tentare di estrarla da solo, ma rivolgiti al pronto soccorso

Falsi miti 

-    Sul legno crescono solo i funghi buoni 

-    I funghi nati vicino al ferro sono tutti cattivi 

-    I funghi buoni diventano non più commestibili se messi a contatto con i velenosi

-    I funghi mangiati dagli animali sono automaticamente buoni anche per l’uomo

-    La prebollitura rende tutti i funghi commestibili, anche i velenosi 

-    La luna giusta fa crescere (o no) i funghi 

-    La neve d’inverno porta tanti funghi d’estate

Intossicazioni 

Le intossicazioni da funghi possono essere molto gravi, perfino letali. Si suddividono in lunga e breve latenza

SINDROMI A LUNGA SCADENZA

Sindrome falloidea: è una delle principali cause di morte per intossicazione da funghi. I sintomi vanno da una prima fase di disturbi gastrointestinali all’insufficienza epatica, che può portare al decesso, nel corso del primo mese.

Sindrome orellanica: Ha una latenza di 48 ore, ma che può arrivare anche ai 20 giorni. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, disidratazione con dolori addominali e sete intensa. Dopo una fase silente i sintomi possono tornare a manifestarsi con insufficienza renale (dolori lombari, sete, crampi, tremore, difficoltà a urinare o frequente stimolo). Nei casi può gravi può rendere necessario il trapianto del rene.

Sindrome giromitrica:  Latenza da 5 a 24 ore. Si manifesta con disturbi gastrointestinali, cefalea, disidratazione, dispnea fino ad arrivare all’ittero e all’insufficienza epatica. Possono inoltre presentarsi disturbi neuropsichiatrici come irrequietezza o delirio, ma anche disturbi visivi. 

Sindrome paxillica: Ha una latenza da 1 a 9 ore. Si manifesta con disturbi gastrointestinali o dopo indigestioni ravvicinate. In questo secondo caso, nelle situazioni più gravi, possono comparire anche anemia, ittero e collasso. 

INTOSSICAZIONI A BREVE LATENZA

Sindrome muscarinica: Ha una latenza da 15 minuti a 4 ore. Si manifesta, oltre ai disturbi gastrointestinali, con perdite di liquidi dal naso o dalla bocca. Altri sintomi sono la disidratazione, il restringimento della pupilla e rallentamento del battito cardiaco. 

Sindrome panterinica: Ha una latenza da 15 minuti a 4 ore. Si manifesta con disturbi neuropsichiatrici (euforia, collera, stato confusionale, sensazione di ebbrezza), dilatazione o restringimento della pupilla a fasi alterne, problemi di coordinazione muscolare. Raramente porta alla morte. 

Sindrome psilocibinica e psicotropa: ha una latenza da 15 minuti a 2 ore. Si manifesta in concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche. Si manifesta con eritemi su cute del viso, collo e sul cuoio capelluto. Possibili tachicardie, vertigini, perdita delle forze e stordimento. 

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