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Salute

L'Istituto Giovanni Paolo II di Bari tra i migliori centri oncologici europei nella diagnosi e nella cura dei tumori rari dell'adulto

Dei 17 centri italiani ad alta specializzazione per i tumori rari appartenenti all’Euracan, l’Istituto Tumori di Bari è l’unico centro del sud Italia

Riconoscimento europeo per l’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. L’oncologico barese è entrato a far parte della rete Ern-Euracan (Europea Reference Networks-European Rare Aduld Cancercs Network), la rete che riunisce i migliori centri oncologici specializzati nella diagnosi e nella cura dei tumori rari dell’adulto. Avviata dalla Commissione Europea nel 2017, la rete Eurcan seleziona i centri di eccellenza in base a specifici requisiti e standard di qualità, tenendo conto, fra le altre cose, del numero dei casi trattati, delle buone pratiche di cura, dell’attività di ricerca e degli aspetti umani di presa in carico del paziente. Dei 17 centri italiani ad alta specializzazione per i tumori rari appartenenti all’Euracan, l’Istituto Tumori di Bari è l’unico centro del sud Italia.

L’Istituto barese, in particolare, è stato accreditato per la diagnosi e la cura dei sarcomi dei tessuti molli dell’adulto, un particolare tipo di tumore che colpisce i tessuti di origine mesenchimale, come il tessuto adiposo, muscolare, nervoso, fibroso e vascolare. I sarcomi dei tessuti molli dell’adulto sono tumori rari, costituiscono appena l’1% dei tumori solidi e, al momento, se ne conoscono almeno 50 sottotipi. La loro incidenza è di circa 3-5 casi ogni 100.000 abitanti all’anno. In Italia, per il 2020, sono attesi circa 2.300 nuovi casi (1.400 tra gli uomini e poco più di 900 nelle donne), con tre diversi picchi di incidenza: in età infantile, età giovane adulta, fra i 18 e i 30 anni, e in età anziana, sopra i 65 anni. I sarcomi, soprattutto quelli che insorgono nelle sedi anatomiche profonde, spesso  non presentano sintomi specifici e possono rimanere asintomatici. Per questo sono diagnosticati tardi, quando la malattia è già in fase avanzata ed è per questo che la sopravvivenza a 5 anni non oltrepassa il 15% dei casi nelle forme che hanno già dato metastasi.

L’unità operativa ‘tumori rari e melanoma’ dell’istituto oncologico barese, diretta da Michele Guida, ha attualmente in carico oltre 300 pazienti con diagnosi di tumore raro. Sono attivi diversi studi clinici, anche a carattere internazionale, e sono in via di attivazione sperimentazioni con nuovi farmaci e terapie geniche. «La rete Euracan, di cui orgogliosamente entriamo a far parte – spiega a riguardo Guida – è una rete virtuale di collaborazione e condivisione delle competenze specialistiche su patologie rare e complesse e nasce con l’obiettivo di consentire la diagnosi e l’accesso ai migliori trattamenti disponibili per le varie patologie. Per i nostri pazienti questo si traduce, concretamente, nella possibilità di accedere a cure migliori».

«I tumori rari – commenta a riguardo il direttore generale Alessandro Delle Donne - in quanto patologie ad alta complessità diagnostico-terapeutica, sono spesso causa di elevata migrazione sanitaria. Questo riconoscimento, così faticosamente conquistato, ci permetterà di invertire la tendenza e di richiamare in Puglia tanti pazienti affetti da sarcoma. La regione Puglia ha designato questo istituto centro di riferimento per i tumori rari già dal 2017: continueremo dunque a lavorare per queste patologie, con importanti investimenti sulla cura e la ricerca».

«Si dà seguito – ricorda l’on. Gero Grassi, presidente del CIV, il consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto – ad un mandato regionale ben preciso: potenziare la rete oncologica pugliese e aumentare sempre di più l'attrattività di questo istituto oncologico».

Leiomiosarcoma addominale Esame TAC-2

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