Alla scoperta di "Bari nostra"

Alla scoperta di "Bari nostra"

Alla scoperta di "Bari fuori le mura": il campo di prigionia di Torre Tresca e l'ipogeo Riccardo Mola

Questa settimana PugliArte vi porta, per la seconda volta, alla scoperta di "Bari Extramoenia" (Bari fuori le mura). La Terra di Bari è ricca di ambienti ricavati nella roccia; buona parte di questi insediamenti ipogeici si trovano all’interno delle lame o lungo l’antico tracciato viario, il loro scavo risale a partire dal Medioevo fino ad epoche più recenti. Alcuni di questi insediamenti furono dedicati al culto costruendo al loro interno vere e proprie chiese. In questa visita non ci soffermeremo solo su un ipogeo ma parleremo anche del campo di prigionia di Torre Tresca che si trova attiguo proprio all'ipogeo Riccardo Mola.

Viene spontaneo chiedersi. Bari aveva un campo di prigionia? Ebbene si.

Del campo di prigionia, del campo di transito e del villaggio dei profughi non resta che la chiesetta su di uno sfondo di palazzi, capannoni e opere pubbliche mai portate a termine. Intorno una distesa di rifiuti e di materiali edili, fra cespugli e vegetazione spontanea, racchiuso tra la tangenziale, il nuovo asse nord-sud (via Tatarella), un breve tratto di strada Torre Tresca o delle Canestrelle, ed il canale deviatore (il Canalone), scavato in epoca fascista, con le sue casematte realizzate durante la seconda guerra mondiale. Non distante dalla chiesetta, fino al 2006, era possibile ancora scorgere alcuni vani con volte a botte, realizzati sotto il piano di campagna, forse delle cisterne o dei depositi, frequenti in questa zona di ipogei ed insediamenti rupestri. E’ tutto ciò che è sfuggito ai distruttori di storia, insieme con un rudere, modesto ma di grande significato nella nostra ricostruzione storica, che scorgiamo a circa 200 metri dalla chiesetta. Qui, fra gli ulivi, si eleva ancora un muro isolato, costituito da grossi blocchi squadrati di tufo (calcarenite di Gravina), probabilmente estratti in zona. Si potrebbe trattare del resto del caseggiato che si vede nella carta del 1963, in basso a destra, nell’angolo fra il Canalone e la stradina che da questo porta al corpo principale del Campo. Vi racconteremo la storia del Campo e del Generale Nicola Bellomo.

Dopo esserci soffermati sul campo di prigionia proseguiremo la nostra visita verso il complesso ipogeo chiamato Riccardo Mola, in ricordo del sovrintendente che lo scoprì. Questo insediamento ha una pugliarte (1)-2superficie calpestabile pari a oltre 1000 mq, ampliato in epoche successive ed utilizzato fino al secolo scorso, conserva una struttura ad atrio scoperto con criptoportico, lunghi corridoi, laboratorio, depositi e locali d’uso, e numerosi altri vani. Scoperto negli anni '90, mentre si stava realizzando l'Asse Nord-Sud, è stato salvato dalla distruzione con un progetto di deviazione della asse stradale che ci permette, oggi, di poterlo visitare in quasi tutta la sua interezza.

Vi aspettiamo domenica 29 marzo ore 10.30  appuntamento presso il campo di allenamento della squadra FC Bari c/o Stadio San Nicola. Ad accompagnarci il dott. Sergio Chiaffarata.
Costo: 8 euro a partecipante

La prenotazione, obbligatoria, va fatta scrivendo a info@pugliarte.it o chiamando il 3403394708

Per ulteriori informazioni sulle nostre visite in programma per i prossimi mesi, visitate il nostro sito www.pugliarte.it o la nostra pagina facebook cercando PugliArte Bari

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Un viaggio tra arte, storia e cultura, a cura dell'associazione PugliArte, per conoscere la città e scoprirne anche gli angoli più nascosti e le leggende più affascinanti

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