Sabato, 19 Giugno 2021

Strozzapreti al ragu di mare e zafferano

Una ricetta semplice ma molto raffinata, per gli autentici estimatori dei sapori di mare

Le sorprese sono sempre dietro l'angolo con i nomi culinari: tra questi, gli strozzapreti potrebbero sembrare - alla prima lettura - una raffinata vendetta per golosi prelati. Nessun rischio, anche il più ricco boccone di "strangulapriévete" non andrà di traverso ai nostri commensali, se seguirete con attenzione la ricetta e le curiosità...
Il nostro ragu (il ragout lo lasciamo a raffinate Carte) non ha accento e nessun pomodoro, conserverà però intatti i sapori del nostro Mare!
 


Ingredienti (per quattro persone):

Strozzapreti 320g
8Cozze (frutto netto) 100g
8 gamberoni medi (n° 8,  L2)
4 seppioline  piccole
4 tentacoli di polpo (la parte finale, più tenera)
zafferano (pistilli o bustina) 10g
Aglio, vino, olio extravergine d'oliva q.b. (non è la marca... quanto basta!)

 

Procedimento:

Prendi una padella, versa un filo di olio ed uno spicchio di aglio, fai rosolare qualche minuto. Appena l'aglio è dorato, inserisci gradualmente il pesce precedentemente pulito. Prima le seppioline, private della pelle e degli occhi, tagliate sottilmente; dopo,  inserisci i tentacoli del polpo tagliati a tocchetti.

Ora sfuma con il vino bianco e lascia cuocere (circa 5 minuti, per "ammorbidire" i molluschi). Al termine, i gamberoni (precedentemente lavati, sfilettati)  tagliati a rondelle spesse (o se preferisci, interi), e le cozze.
In una pentola a parte, avrai già immerso la pasta in abbondante acqua salata, appena cotta - ma molto al dente! - versala nella salsa di mare, aggiungendo i pistilli di zafferano. Due minuti, togliere dal fuoco, aggiungere l'olio evo per una buona mantecatura e servire. Buon appetito!

Vino consigliato:  Teresa Manara Salento I.G.T.

 

Curiosità:

Ancora una volta troviamo radici dei nostri piatti mediterranei nella Grecia, dall'etimo strozzapreti=strangulapriévete o semplicemente "gnocco napoletano" potrebbe derivare dal greco antico: straggalào (arrotolare) e prepto (incavare).  

E se volete cimentarvi in una pasta "fatta a mano" gli strozzapreti son fatti proprio così: cilindretti di pasta tagliati per tre, quattro centimetri arrotolati sul tagliere e  incavati con la pressione delle dita per ottenere la tipica forma. Questi varieranno per forma e nome in tutta l'Italia: "tre, quattro o cinque dita" nel Gargano, "ferritielli" in Calabria, "stringozzi" in Umbria e tante altre denominazioni. Strozzapreti, strangolapreti, gnocco o raviolo nudo, insomma...  ma non strozzeranno mai i vostri palati più buoni.
 

(Ricetta a cura di Damiano Bassano - Chef de "La Credenze")

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