Una casa sicura e protetta: come tenere i bambini lontano dagli incidenti domestici

La casa è il luogo in cui i nostri bimbi si sentono al sicuro ma non è sempre così perchè l'insidia è nascosta dietro l'angolo. Vediamo insieme come preservare i bambini da possibili incidenti domestici

©sitly.it

Ogni genitore quando è in casa con i propri figli si sente al sicuro perchè conosce bene gli spazi in cui far giocare il proprio bambino e soprattutto perchè può tenerlo d'occhio anche a breve distanza calcolando i suoi movimenti in un piccolo raggio d'azione. In verità non è proprio così. I bimbi sono sempre in movimento e basta una brevissima distrazione dell'adulto perchè possa verificarsi un incidente. Una buona organizzazione degli spazi e alcuni osservazioni fatte all' interno ed esterno della nostra abitazione, possono contribuire a creare un ambiente sicuro in cui i fattori di pericolo vengono ridotti al minimo.

Non esiste “la casa” sicura nel significato assoluto del termine, piuttosto la sicurezza viene definita in relazione alle abitudini, alle capacità o alle attitudini del nucleo familiare. In base ai dati dei bambini ricoverati per incidenti in casa, sono stati individuati specifici elementi che aumentano la probabilità di incidenti nelle abitazioni:

Per quanto riguarda la zona Bagno: Pavimento irregolare/scivoloso/inclinato; Doccia/bagno con superficie scivolosa; Spazio insufficiente attorno alla vasca/doccia; Regolazione della temperatura dell’acqua calda da termostato superiore a 60°, o a 55° se misurata dal rubinetto

All' Interno della casa: Pavimento dei locali irregolare/scivoloso/inclinato; Cablaggio elettrico non sicuro; Assenza di uno spazio protetto dalla portata dei bambini per prodotti velenosi e/o utensili pericolosi (bagno/ cucina/lavanderia); Accesso a fiamme libere o liquidi bollenti; Percorsi scarsamente illuminati oppure scivolosi/ripidi/irregolari

Nelle Scale (interne e/o esterne): Balaustra in rovina/troppo bassa, aperture troppo ampie, resistenza insufficiente; Scale sdrucciolevoli; Scale non adeguatamente illuminate; Scale troppo ripide; Scale troppo larghe/strette/irregolari; Scalini tra camera da letto e servizi igienici; Corrimano sulle scale esterne in cattive condizioni; Corrimano esterno mancante; Corrimano troppo alto o troppo basso/discontinui; Gradini strutturalmente pericolosi; Gradini con pedate e alzate di diverse altezze; Gradini mancanti - ripidi - scivolosi - scarsamente illuminati/difficili da vedere;Tappeto insicuro sui gradini

Aperture: Specchi o porte in vetro adiacenti alle scale; Finestra che si apre sul percorso in modo pericoloso; Vetri scarsamente resistenti; Finestre e balconi non dotati di fissaggi e chiusure “a prova di bambini”; Sgabelli, sedie, vasi collocati in prossimità di ringhiere, balaustre, finestre

Prevenire è meglio che curare. Nei diversi momenti della crescita la presenza di un adulto attento e consapevole è un elemento indispensabile alla prevenzione degli incidenti. Nei primi mesi di vita, quando il bambino non è capace di movimenti autonomi, basta l’attenzione, in seguito bisognerà mettere in sicurezza la casa perché sarà molto difficile bloccare tutte le acrobazie di cui sarà capace.

0-3 anni - fare attenzione a:

• temperatura dell’acqua del bagnetto – meglio il termometro che il gomito;

• posizione del bambino nel lettino – supino senza se… e senza ma…;

• non bere bevande calde quando si ha in braccio il bambino – bastano piccole quantità a procurare ustioni anche gravi;

• posizionarlo sempre su un piano stabile per cambiarlo – ricordare che, senza preavviso, arriverà il giorno che imparerà a girarsi da solo;

• oggetti che può portare alla bocca – ad esempio braccialetti, giocattoli, tappi di penna e anche ciondoli di collane e pendagli di orecchini;

• allacciare le cinture quando è seduto nel passeggino, nell’ovetto, nel seggiolino dell’auto.

3/10 anni - quando il bambino diventa più autonomo, all’attenzione bisogna aggiungere una diversa organizzazione della casa e disposizione degli oggetti, chiedendosi: 

• i detersivi sono raggiungibili?

• i farmaci sono a portata di mano?

• i piatti, i bicchieri e gli oggetti fragili a che altezza li abbiamo posizionati?

• i coltelli e gli oggetti taglienti e appuntiti sono fuori dalla sua portata?

• le porte a vetri sono protette?

• ormai sa aprire il rubinetto dell’acqua – a che temperatura è regolata la caldaia/boiler?

• ormai è capace di arrampicarsi sugli scaffali della libreria – l’abbiamo fissata al muro?

• ormai si avventura per le scale – abbiamo montato il cancelletto?

• ormai è curioso di scoprire cosa bolle in pentola – abbiamo posizionato la barriera di protezione per i fornelli?

Come facilmente si può capire, le tipologie di incidenti sono limitate: cadute, ustioni, ferite, soffocamento, avvelenamento, annegamento; le modalità, al contrario, sono illimitate e qualunque lista si provi a compilare non potrà mai essere esaustiva. Ecco perché prima i genitori e poi i bambini stessi devono sviluppare una competenza fondamentale: l’attenzione.

Cosa fare

• le ringhiere devono avere solo elementi verticali, ma in molte case sono presenti ringhiere anche con elementi orizzontali che permettono al bambino di utilizzarle come scala per potersi affacciare. In presenza di questa tipologia è necessario evitare l’accesso posizionando una rete;

• i davanzali delle finestre devono essere alti almeno 100 cm , ma se ne trovano di molto più bassi. In questo caso bisogna aumentarne l’altezza con strutture adeguate e comunque, se in casa c’è un bambino, non disporre mai divani o mobili sotto il davanzale;

• le scale, invece, sono normate dalla legislazione italiana (e non locale) e seguono la regola di Francois Blondel, formula che indica che la somma di due volte l’alzata più la pedata deve essere compresa tra 62-64 cm. Spesso le misure non sono rispettate, così come l’altezza del corrimano della ringhiera e la distanza tra gli elementi, sempre rigorosamente verticali, che la compongono. Inoltre, a volte le scale interne hanno l’alzata vuota, spazio che può permettere al bambino di infilarsi tra un gradino e l’altro e cadere nel vuoto. Specialmente in questi casi bisogna impedire l’accesso ai bambini posizionando i cancelletti;

• le porte a vetri interne e gli infissi dovrebbero avere requisiti di resistenza e di non frammentazione agli urti o, in alternativa, dovrebbero essere protette da pellicole trasparenti che, pur non evitando la rottura in caso di urto, impediscono al vetro rotto di cadere e di creare schegge taglienti e pericolose;

se nel giardino della casa c’è una piscina, è necessario recintarla per impedire l’accesso al bambino quando non sono presenti gli adulti;

nelle pertinenze della casa non devono risultare accessibili luoghi dove si stanno effettuando lavori di scavo o altro.

Impianti gli impianti a maggior rischio nelle abitazioni riguardano l’erogazione del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua. Pur in presenza di una normativa che regolamenta l’installazione e la manutenzione degli stessi, si possono verificare situazioni in cui, per vetustà, per carente manutenzione o per modifiche adottate dai proprietari o dagli inquilini, gli impianti non rispondono più alle caratteristiche essenziali di sicurezza indicate dalla normativa vigente. Se i rischi legati agli impianti riguardano tutti gli abitanti della casa, a volte per i bambini ci possono essere rischi aggiuntivi legati all’inesperienza e a un uso scorretto di apparecchiature elettriche. In questo caso il consiglio è quello di far controllare gli impianti da un tecnico, per essere sicuri che gli stessi, o i loro singoli componenti, non siano fuori norma; ma, naturalmente, il corretto utilizzo degli impianti e degli apparecchi a essi collegati si basa sulle conoscenze e sulla consapevolezza delle persone. Il differenziale, o salvavita, ad esempio, è ormai presente nella quasi totalità delle case

Apparecchi elettrici: gli apparecchi elettrici dopo l’uso, vanno disinseriti dalle prese, per evitare che i bambini possano metterli in funzione; se poi questi apparecchi sono in bagno o in cucina è necessario che siano tenuti lontano dai punti di erogazione dell’acqua. Il ferro da stiro, che è caldo, pesante e ha il filo elettrico che pende, va posizionato in un posto non raggiungibile dal bambino. Una caldaia mal funzionante può saturare l’ambiente con il monossido di carbonio; una caldaia che eroga acqua a 80° può provocare ustioni gravissime a un bambino che per gioco si è seduto nel bidet e ha aperto l’acqua senza riuscire a miscelarla o a lasciare la posizione. Per questo motivo si raccomanda la regolazione dei miscelatori termostatici presenti nelle caldaie a temperature adeguate (massimo 50°C).

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