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Hanno scritto la storia della birra artigianale in Italia, ora fanno vino naturale in una masseria

Questo progetto si chiama Masseria La Cattiva e si trova a Sammichele di Bari in Puglia. Una struttura del ‘700 con alcune vigne recuperate da un gruppo di amici dove oggi si produce vino in regime biologico. E c’è anche l’enoteca dove provare prodotti tipici del territorio

Masseria La Cattiva nasce dall’esigenze di bere e pagare il meno possibile un buon vino” esordisce scherzando Alfredo Colangelo, co-fondatore di questa realtà vitivinicola in provincia di Bari. Infatti La Cattiva nasce dalla passione che lega un gruppo di amici, tutti con esperienze nel mondo del beverage, che a un certo punto hanno deciso di produrre il proprio vino. Oltre a Colangelo anche Leonardo Di Vincenzo, Paolo Bertani, Manfredi La Barbera, Loreto La Molinara e Michael Opalenski: ognuno con una storia particolare che confluisce in questo vigneto di 7 ettari a Sammichele di Bari. Il risultato si legge nelle loro bottiglie: “Vini glou-glou, senza interventi chimici e in regime biologico, che si possono degustare anche in Masseria grazie all’apertura di un’enoteca”.

Masseria La Cattiva-3

La storia dei 6 amici con il sogno di fare vino

Alla base di questa storia c’è la nostra amicizia. Siamo un gruppo di 6 persone che si sono conosciute in circostanze e momenti diversi della vita. Io insieme a Leonardo e Paolo avevamo un’azienda di birra artigianale, e questo è stato il gancio con gli altri” racconta Alfredo Colangelo, di Avezzano. L’azienda è in realtà Birra del Borgo, nata nel 2005 in provincia di Rieti e poi venduta dai tre 8 anni fa. Proprio in quegli anni entrano in contatto con il resto del team, ora parte di Masseria La Cattiva: “Manfredi era il nostro commercialista, Loreto ci distribuiva la birra, mentre Maicol, che è americano, dopo aver studiato a Pollenzo è diventato nostro ambassador negli States”. Poi l’idea di fare vino, grazie alla presenza di alcuni vigneti di proprietà della moglie di uno degli attuali soci, Manfredi La Barbera.

La produzione del vino

Masseria La Cattiva: la leggenda della maledizione e la nascita dell’azienda vitivinicola

Marianna Pastore Bovio, infatti, possiede come lascito famigliare una masseria dismessa con alcune vigne abbandonate Si tratta di Masseria La Cattiva da cui parte l’idea di recuperarne il terreno e far ripartire la vinificazione. “Tutto nasce nel 2018 un po’ per gioco. Abbiamo iniziato la produzione domestica con pochi quintali d’uva” ci spiega Colangelo. Così riqualificano la masseria e iniziano a occuparsi delle vigne, impiantate nel 2001 ma mai lavorate. Il nome La Cattiva non è un’invenzione recente, ma è legato a una leggenda del luogo. “Questa masseria è datata 1769, come testimonia un’incisione su pietra. La leggenda si lega alla storia di una vecchia proprietaria rimasta vedova. Da quel momento la gente del luogo per superstizione e tacciando la donna di stregoneria, diede automaticamente il nome alla struttura”.

La vendemmia a La Cattiva

Oggi Masseria La Cattiva si lega a questa bizzarra credenza e ci costruisce ironicamente sopra tutta la propria comunicazione. “Le nostre etichette ricordano un po’ questo personaggio popolare: una donna ambigua, che regge un bicchiere di vino, quasi un’entità soprannaturale” continua. E questo grazie al lavoro dell’illustratrice Orsola Damiani, di origini abruzzesi, che ha costruito per ogni vino de La Cattiva un personaggio fiabesco.

I Vini de La Cattiva e lo spazio dedicato all’ospitalità in masseria

La zona è quella del Primitivo di Gioia del Colle, a 280 metri di altitudine. Il terreno è calcareo e sassoso e questo dà alle uve una caratteristica acidità e mineralità, non proprio comune in questa parte di Puglia. “Abbiamo primitivo, aglianico, negroamaro, aleatico, trebbiano d’Abruzzo e malvasia. A differenza dei nostri vicini i rossi de La Cattiva sono incredibilmente freschi e non toccano mai i classici 15° dei vini pugliesi” ci spiega Alfredo Colangelo. Tutto viene fatto in regime biologico, a mano, senza interventi chimici sia in vigna che in cantina. “Ci piace sperimentare e questo ha dato vita ad alcuni prodotti per noi molto importanti. Tipo lo Smoking Blu, un vino realizzato con uve affumicate e poi messe in macerazione. Dalle vinacce esauste creiamo un altro prodotto particolare: una sorta di grappa che però ricorda un mezcal, per le note tostate e di fumo”. Oppure i vini in lattina: “Crediamo, dall’esperienza della birra, che la lattina sia un ottimo modo per conservare il vino. C’è troppa disinformazione a riguardo”.

Lo jazzo

In Masseria La Cattiva hanno recentemente inaugurato anche l’enoteca Lo Jazzo: “Chiamata così per ricordare lo spazio dove stanziavano le pecore. Oggi qui accogliamo i clienti per degustazioni, assaggi di prodotti tipici del territorio come il fiordilatte di Gioia del Colle, la focaccia a libro di San Michele, i salumi di Martina Franca”. E ci sono anche serate musicali e danzanti. Nel futuro, magari, la voglia di aprirsi alla ristorazione: “Io, Leonardo e Paolo abbiamo gestito diversi locali con l’esperienza di Birra del Borgo, e ora siamo anche dietro la nuova gastronomia Gabrini di Roma. Chissà in futuro se possiamo replicare anche qui in Puglia”.

Masseria La Cattiva
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