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Sabato, 18 Maggio 2024
Storie

“Ecco come faccio caffè eccellente nella mia piantagione. E come lo porterò in Puglia”

Francesca Surano, salentina da sempre fissata col caffè di qualità, sta lanciando la sua piccola torrefazione Santa Domenica. Caffè specialty coltivato direttamente da lei nelle montagne dell’Honduras. Poi tostato in Italia

Francesca Surano è una professionista che ha trasformato la passione per il caffè in un mestiere a 360°. Da degustatrice, a divulgatrice, selezionatrice e poi anche produttrice nel tempo. Dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, ha deciso di riportare il caffè di alta qualità in Puglia, senza dimenticare i suoi viaggi, la piantagione in Honduras e i clienti in giro per l’Italia.

Io sono salentina e giù da me l’estate i miei amichetti avevano l’abitudine di lavorare con la famiglia per la stagione estiva. Nonostante i miei genitori non avessero un’attività, ho cominciato anche io da giovanissima. Lavoravo sia in caffetteria che in ristorazione, poi ho continuato per pagarmi gli studi all’Università. In quest’ultimo periodo fui molto fortunata: incontrai un titolare che mi fece frequentare dei corsi di formazione”. Da qui Francesca diventa, come ci dice lei, ‘una piccola nerd’. Si laurea sì in Conservazione dei Beni Culturali, ma sapeva già che il suo lavoro sarebbe stato tutt’altro. Gestisce anche direttamente una caffetteria per un periodo, poi si forma vicino a Firenze ai campus formativi di Andrej Godina, esperto e consulente nel mondo del caffè (oggi suo marito).

Anni di formazione nel mondo del caffè: chi è Francesca Surano

Il marchio Santa Domenica di Francesca Surano

Lì ho cominciato ad occuparmi di corsi di formazione. Prima solo in Italia, poi direttamente nei paesi produttori. È come se studiassi il vino e non mettessi mai piedi in vigna. È stato un periodo in cui ho smesso di avere radici. Ho contato che in un anno sono stata solo 22 giorni a casa. Però mi sono sporcata le mani, ho imparato tantissimo”. Durante uno di questi viaggi arriva l’opportunità di comprare una piantagione “in realtà un pezzo di montagna” dice ridendo. È il 2017, si tratta di una finca in stato di abbandono di 45 ettari di terra, ma non sono interamente coltivati a caffè. “Alcune piante siamo riusciti a tenerle, altre abbiamo dovuto ripiantarle. Questo ti fa subito capire di che razza di sacrificio economico si tratti. Come per il vino, tu pianti e poi lavori dopo 4-5 anni”. Molto sinceramente Francesca ci dice “ci siamo resi conto che l’impegno era molto più grande di quello che pensavamo”. Ci sono in Honduras i coltivatori con le loro famiglie, i bambini che vanno regolarmente a scuola.

Da esperta di caffè a produttrice

Si trattava in realtà di un progetto non profit, dove chi voleva sostenere l’acquisto poteva farlo. Da qui sono diventati 37 soci, tra cui Francesca e anche Godina. L’impegno però non è uguale per tutti, perché c’è poi chi lavora direttamente come volontario. Le piante di caffè crescono all’ombra di alberi da frutto e c’è anche una piccola piantagione di cacao, altra ossessione di Francesca. Da appassionata a produttrice: “mi mancava questo pezzetto. Quando sei lì ti rendi conto di altre cose. Per esempio tocchi con mano lo sfruttamento, a quel tempo si parlava di qualità ma non di condizioni di lavoro. In questo modo metti veramente alla prova tutti gli attori della filiera. La mia risposta dopo anni? spesso vincono gli interessi. E poi anche io sono passata nel valutare il caffè da un punto di vista puramente sensoriale al coinvolgimento emotivo. Quando tu conosci chi ha piantato e lavorato il caffè, è tutto diverso, ti rendi conto che non si può valutare il caffè solo da come risulta in tazza”.

Nasce Santa Domenica, il marchio di caffè di qualità

Intanto Surano ha scelto dei piccoli pezzi di terra per sé, da cui poi ha creato un suo marchio, Santa Domenica. “Gli altri lotti sono distribuiti agli altri soci” ci spiega. Il suo caffè poi arriva in Italia tramite nave e viene distribuito ad alcuni clienti, tra cui quelli che si servono di Santa Domenica che è nata nel 2023. Con questo progetto Francesca, tra le altre cose, vuole portare il caffè specialty in Puglia, un terreno interessante, in particolare in Salento a casa sua. Per fare questo Francesca fa la tostatura del suo caffè sia in Salento che da un suo amico in Piemonte “ma l’obiettivo è portare le grandi quantità anche in Puglia”. Sulle cartoline del suo caffè, tra cui anche uno decaffeinato, sono indicati specificatamente produttori con nome e cognome. Non c’è solo il caffè della sua piantagione ma anche quello della Columbia da una produttrice amica. “Con lo stesso spirito di collaborazione, arriveranno anche caffè dall’Africa e dall’Asia”.

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