Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

"San Nicola, simbolo di tutti i Cristiani": Bartolomeo prega sulla tomba del Patrono

Il Patriarca ecumenico ortodosso ha concluso la visita in Puglia assistendo alla concelebrazione nel giorno del Santo protettore di Bari nella Basilica: L'arcivescovo di Costantinopoli ha acceso la lampada unifiamma assieme a monsignor Cacucci

Il Patriarca ecumenico ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo, ha concluso il suo storico viaggio in Puglia partecipando, in una gremita Basilica di San Nicola, alla Messa solenne in occasione del giorno del Patrono di Bari, officiata in primis dall'arcivescovo Francesco Cacucci. Una celebrazione dal forte impatto di unità tra le due Chiese ufficialmente divise dal 1054 e al centro di un lungo e paziente percorso di pacificazione e dialogo. Al termine, Bartolomeo si è recato nella cripta dove ha pregato davanti alle spoglie del Santo. In precedenza, all'inizio della celebrazione, dopo aver fatto il suo ingresso nella Basilica tra gli applausi dei fedeli (in tanti all'interno e all'esterno della Basilica davanti ai maxischermi),  ha acceso, assieme all'arcivescovo di Bari-Bitonto, la lampada unifiamma nicolaiana, donata nel 1936 da Papa Pio XII: all'interno, ardono oli provenienti dalla Puglia e dalla Grecia, simbolo di vicinanza tra due 'sponde' del Cristianesimo: "Stasera vi diamo un sogno - ha affermato nella sua omelia monsignor Cacucci -. Proprio San Nicola non si dava pace per l'eresia di Ario, adoperandosi anche utilizzando un linguaggio aspro con il vescovo Teognide, invitandolo poi alla riconciliazione. Anche quando l'ecumenismo era lontano, Nicola è stato visto come santo di tutti i cristiani, dal mondo slavo a quello germanico".

Bartolomeo ha ringraziato per la calorosa accoglienza di questi quattro giorni pugliesi, tra il Salento e la Terra di Bari. L'ultima volta che aveva visitato la Basilica fu nel 1979, quando era Metropolita di Filadelfia: "La vocazione ecumenica e lo stile ospitale di questa terra, lambita dal Mare Adriatico e dal Mar Ionio, ha fatto sì che essa sia terra di accoglienza, nel passato come nel presente - ha affermato nel suo discorso al termine della Messa -. Nel passato qui trovarono rifugio i cristiani perseguitati a seguito di invasioni straniere, a guerre fratricide e conseguenti carestie dei paesi che si affacciano sull’altro versante del mare " e, in tempi più recenti, "per quelle genti che fuggivano da paesi totalitari, in cui non era possibile essere Discepoli di Cristo", fino ai migranti che sbarcano giornalmente nel nostro Paese.

"Come cristiani - ha aggiunto il patriarca ecumenico - non restiamo indifferenti a questo grido di dolore" ma allo stesso tempo "non possiamo tacere davanti allo scandalo delle mercificazione dell’essere umano, del fondamentalismo religioso che pretende di agire nel nome di Dio, dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e del depauperamento delle risorse naturali a vantaggio di pochi e a svantaggio di molti, soprattutto dei più poveri". Dopo aver concluso la celebrazione e venerato la tomba di San Nicola, i fuochi d'artificio hanno illuminato la Città Vecchia, brulicante di baresi e turisti, profumata di focaccia fragrante, sgagliozze e popizze. Qui il Natale, magia di San Nicola, si può dire già cominciato.

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