Rifiuti speciali abbandonati e percolato di sansa nel terreno: sotto sequestro area di 5mila metri quadri a Monopoli

Intervento di Polizia locale e Arpa nella zona industriale della cittadina: scoperta un'attività abusiva di lavorazione della sansa. Nell'area riscontrata anche la presenza di materiale ferroso e carcasse di veicoli

L'area posta sotto sequestro a Monopoli

"Gestione di rifiuti non autorizzata" e "presenza di percolato derivante da sansa" riversato nel terreno: è quanto riscontrato da Polizia locale e Arpa in un'area di cinquemila metri quadri alla zona industriale di Monopoli, posta sotto sequestro.

Gli accertamenti - spiegano dal Comune - sono partiti dopo la segnalazione inviata al sindaco da un cittadino, che lamentava l’emissione nell’atmosfera di fumi fortemente sgradevoli. Così sono partite le indagini della Polizia locale, che insieme ai responsabili della ripartizione Ambiente del Comune di Monopoli, ha effettuato un sopralluogo all’interno di un opificio, situato in via Marina del Mondo. Successivamente, è stato chiesto l'intervento di una squadra dell'Arpa Puglia. che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza dell'area, di pertinenza del predetto stabilimento, la cui ubicazione ricade in parte in zona tutelata dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio. 

"Il sequestro – spiega il comandante della Polizia Locale di Monopoli Michele Cassano – si è reso necessario poiché nella predetta area sono stati accertati diversi fatti costituenti reato tra cui l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi (diversi quintali di materiale ferroso, semiassi di autotreno con relativi pneumatici in evidente stato di deterioramento, carcasse di veicoli non di categoria M1 ed N1) che nel loro insieme hanno configurato una chiara attività di gestione di rifiuti non autorizzata a cui si aggiunge la presenza di percolato derivante da sansa che, così come constatato dall’ARPA, rappresenta una forma di inquinamento del sottosuolo". 

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Del sequestro d’urgenza dell’area è stata subito informata all'Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Bari. Il rappresentante legale dell’azienda, unitamente al proprietario del suolo, sono stati deferiti alla competente Autorità Giudiziaria per violazioni inerenti il Testo Unico dell’Ambiente; sono in corso ulteriori attività di indagine finalizzate all’accertamento di altre violazioni. I reati ipotizzati sono tutti inseriti nel testo unico sull’Ambiente, D.Lgs. 152/06 e vanno dall’abbandono di rifiuti speciali e pericolosi su suolo, alle emissioni di fumi in atmosfera senza averne dato la preventiva comunicazione prescritta, dal aver cagionato con il lagunaggio delle acque di percolazione della sansa, l’inquinamento del suolo e sottosuolo con sostanze non pericolose, al non aver dotato lo stabilimento di impianto di trattamento delle acque meteoriche. 

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