Lavori fermi da 50 anni, oggi Modugno dice addio al suo ecomostro: abbattuto il palazzo nel quartiere Cecilia

I lavori di demolizione erano partiti il 28 ottobre. L'edificio, rimasto uno scheletro di cemento e metallo, era stato dichiarato abuso edilizio dalla giustizia amministrativa

L'incubo dell'ecomostro del quartiere Cecilia di Modugno da oggi è finito. In giornata, come comunicato dall'amministrazione del comune barese, sarà abbattuto il palazzo mai terminato tra via Ancona, via Pordenone e via Canne della Battaglia. Imponente costruzione i cui lavori sono fermi da ormai 50 anni, rimasto uno scheletro che bloccava la visuale ai residenti.

L'amministrazione Magrone ha infatti rilevato trattarsi di un abuso edilizio, come poi confermato anche dalla giustizia amministrativa. Intorno alle 11 sarà abbattuta anche l'ultima porzione dell'edificio, a completamento dei lavori partiti il 28 ottobre con l'impiego di escavatori dotati di pinza demolitrice. Una volta terminati i lavori partirà la realizzazione del 'Parco della legalità', il giardino che sorgerà al posto del vecchio ecomostro.

Il plauso dell'assessore regionale alla Pianificazione Territoriale Pisicchio

“Quando lo spazio pubblico viene sottratto all’abusivismo e riconsegnato alla collettività, è sempre un giorno di festa - commenta in una nota l'assessore Pisicchio - Faccio i miei più sinceri complimenti all’amministrazione comunale di Modugno per aver cancellato, dopo ben 50 anni, un detrattore di bellezza. Sul quale, anche grazie a un finanziamento regionale sul recupero delle periferie e delle aree degradate, sorgerà un parco della legalità. Il Comune, a mio avviso, ha così pienamente interpretato e anticipato lo spirito del disegno di legge che ci apprestiamo ad esaminare in Consiglio regionale, dando una concreta possibilità agli enti locali nella valorizzazione e tutela dei territori. In una regione dove purtroppo sono ancora alti i tassi di abusivismo, occorre per questo siglare un patto civico tra Regione, Comuni e cittadini, al fine di evitare ulteriori scempi e usi scellerati delle risorse paesaggistiche e territoriali. E come Regione Puglia saremo sempre al fianco dei sindaci che vogliano davvero mettere in campo politiche tese alla ricucitura non solo urbanistica, ma soprattutto sociale”.

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