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"Non tecniche di rilassamento ma abusi sessuali", condannato psichiatra barese

Ribaltata in Appello la sentenza di assoluzione emessa in primo grado: per il medico condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione

Non semplici "tecniche di rilassamento" proprie di una seduta di  psicoterapia ma "abusi di natura sessuale" compiuti ai danni di una paziente. Così i giudici della Corte di Appello di Bari hanno condannato a tre anni e 6 mesi di reclusione lo psichiatra barese Gianpaolo Pierri, accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di una 30enne che aveva in cura.

I giudici hanno ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado, riconoscendo anche il risarcimento danni, da quantificarsi in un separato giudizio, alla parte civile. In primo grado i giudici avevano condiviso la tesi secondo cui i presunti abusi contestati al medico fossero in realtà tecniche di rilassamento usate nel corso della terapia. Il pm che aveva coordinato le indagini, Manfredi Dini Ciacci, non condividendo, aveva proposto appello contro la sentenza, sostenendo che si trattasse invece di "abusi" che andavano "oltre i limiti dell'arte medica.

Per la vicenda il medico, ex ordinario alla facoltà di medicina e oggi in pensione, era stato anche arrestato nel 2011, trascorrendo quasi un mese ai domiciliari.

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