Sanità: inchiesta sugli accreditamenti, chieste sei condanne

La Procura ha chiesto la condanna per tre ex direttori della Asl di Bari e tre dirigenti per presunti illeciti nella concessione degli accreditamenti a cliniche private baresi

La Procura di Bari ha chiesto sei condanne per altrettanti imputati nel processo con rito abbreviato sugli accreditamenti delle cliniche private. Dinanzi al gup del Tribunale di Bari Roberto Olivieri del Castillo, il procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno e i pubblici ministeri Desiré Digeronimo e Francesco Bretone hanno discusso le posizioni dei sei imputati che hanno scelto il rito alternativo. Condanne a 2 anni e otto mesi di reclusione sono state chieste per gli ex direttori della Asl di Bari Nicola Pansini, Alessandro Calasso e Francesco Lippolis e per l'ex direttore generale dell'Agenzia regionale per la sanità (Ares) Mario Morlacco.

La Procura ha chiesto la condanna a 2 anni e quattro mesi di reclusione per l'ex dirigente del Settore Programmazione e Gestione Sanitaria della Regione Puglia, Fulvia Tamma, e infine una condanna ad un anno e nove mesi per Giovannantonio Daddabbo, ex direttore Dipartimento Prevenzione - Servizio igiene pubblica dell'ex Ausl Ba 5. Per la seconda volta in questo processo il gup ha rigettato la richiesta di costituzione di parte civile della Regione Puglia (oggi perché depositata tardivamente a procedimento ormai incardinato mentre nella scorsa udienza perché priva della firma del legale), dichiarandola "inammissibile". Le discussioni dei difensori dei sei imputati sono state fissate per le udienze dell'11 e 15 giugno. Per gli altri 43 imputati che non hanno scelto riti alternativi, tra i quali l'ex senatore ed ex assessore alla Sanità della Regione Puglia Alberto Tedesco, l'udienza preliminare proseguirà il prossimo 13 giugno.

Le ipotesi di reato sono a vario titolo di abuso d'ufficio, falso materiale e ideologico, truffa, corruzione, peculato, rivelazione del segreto d'ufficio, più un episodio di estorsione per la minaccia e il licenziamento di due infermieri di una casa di cura. L'inchiesta è partita nel 2007 dalla clinica Kentron di Putignano. Secondo l'accusa la struttura avrebbe ottenuto per 5 anni, dal 2007 al 2011 un ingiusto profitto quantificato in oltre 7 milioni e 800mila euro. (Ansa)

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