Cronaca

Ex stabilimento Sapa di Adelfia, il M5S: "Nonostante le bonifiche restano i rifiuti"

Il Movimento Cinque Stelle chiede chiarimenti all'assessore regionale all'Ambiente, Caracciolo. La struttura venne sequestrata nel 2005 dai Carabinieri

Foto fornita dal M5S

Il M5S in Regione Puglia ha chiesto chiarimenti all'assessore pugliese all'Ambiente, Filippo Caracciolo, sull'ex Sapa, vecchio stabilimento a poca distanza da Adelfia, sequestrato nel 2005, al cui interno si svolgevano attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi e trasformazione in comporto. Nel capannone, denunciano la consigliera regionale del Movimento, Antonella Laricchia, e la consigliera comunale pentastellata di Adelfia, Francesca De Palma, "è ancora ingente, nonostante le bonifiche, la quantità di rifiuti accatastati. Nel 2015 - aggiungono - il Comune di Adelfia aveva comunicato la completa rimozione dei cumuli, ma in realtà le operazioni non sono state completate e vogliamo sapere il perché e se esistano delle analisi che accertino che i cumuli attualmente presenti non contengono materiale contaminato".

Stabilimento sequestrato dai Carabinieri nel 2005

Lo stabilimento venne posto sotto sequestro nel 2005 dai Carabinieri del Noe poiché, spiega il Movimento,  "alcuni campioni di concimi e fertilizzanti per l’agricoltura prodotti dall’azienda erano stati rinvenuti quantitativi in eccesso di metalli pesanti".La Regione, nel 2009, inserì il sito nel Piano regionale bonifiche. L'anno dopo vennero stanziati i finanziamenti riguardanti cantierizzazione, messa in sicurezza e bonifica. Tre anni prima, riferisce, il M5S, il curatore fallimentare dell'azienda comunicava i risultati delle  analisi chimiche che evidenziavano “una contaminazione non trascurabile di metalli pesanti; il percolato presente sul piazzale è contaminato dalla salmonella", indicando i criteri per la messa in sicurezza dei luoghi. A distanza di 10 anni, però, aggiunge il Movimento, "pare non essersi realizzata del tutto. A questo punto vorremmo sapere anche a quanto ammontano i finanziamenti regionali sino ad ora concessi al Comune per le attività di messa in sicurezza d’emergenza del sito - concludono le pentastellate - e se siano previste ulteriori risorse per completare le attività, una pratica purtroppo  fin troppo diffusa”.

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