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Nuove apparecchiature in dono per il reparto di Terapia intensiva neonatale: dall'Aeronautica 'missione benefica' per il Di Venere

La consegna, iniziata a febbraio e poi interrotta per l'emergenza Covid, si è completata in questi giorni: donati un transilluminatore neonatale, un pc e un videoproiettore

Nuove apparecchiature in dono per l’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale Di Venere.  Si completa la missione benefica dell'Aeronautica militare a favore della Asl di Bari.

Nella giornata di mercoledì una rappresentanza dell’84° Centro CSAR (Combat Search and Rescue) dell’Aeronautica Militare di Gioia del Colle, guidata dal comandante Tenente Colonnello Davide Verdolini, è stata in visita al nosocomio per consegnare all’Unità di Terapia Intensiva Neonatale un pc e un videoproiettore.

La donazione, in realtà, era cominciata a febbraio scorso quando gli elicotteristi dell'84° Centro CSAR hanno donato all’Utin un transilluminatore neonatale, un dispositivo medico impiegato nei pazienti pediatrici. Poi l’emergenza Covid ha fatto slittare l’agenda, ma non ha fermato la solidarietà, consentendo ora agli aviatori di portare a termine l’iniziativa nel rispetto delle misure di sicurezza anti-contagio.

«Ringraziamo l’84° CSAR di Gioia del Colle e l’Aeronautica Militare – ha detto il direttore dell’Utin Antonio Del Vecchio – per la donazione di strumenti e apparecchiature utili nel lavoro quotidiano della nostra unità operativa, impegnata a trattare pazienti particolarmente fragili, e anche perché nella loro attività di soccorso offrono un contributo fondamentale per salvare vite. E’ l’ennesima testimonianza di un legame forte e ininterrotto tra Ospedale e Comunità, in ogni sua articolazione, e questo non può che renderci contenti e grati. E’ importante anche sottolineare che l’Aeronautica ha risposto con entusiasmo alla raccolta fondi lanciata dall’Associazione BIMBinTin, da sempre molto vicina ai neonati prematuri e alle attività del nostro reparto».

Una mattinata diversa dal solito per il tenente colonnello Verdolini e i suoi uomini, abituati ad avere a che fare con situazioni di estrema emergenza ma meno adusi ad una realtà come quella del “Di Venere”, dotata di 20 posti letto fra terapia intensiva e sub-intensiva, dove si affronta quotidianamente la difficile sfida della cura dei neonati prematuri. «La vocazione del soccorso – ha ricordato Verdolini -  è nelle nostre corde, capiamo l’impegno che c’è nel soccorrere una persona che poi viene accolta in strutture sanitarie. Ogni volta che con i nostri elicotteri ci ritroviamo ad operare trasporti sanitari, è per noi una grande soddisfazione sapere di poter aiutare i medici a salvare vite, a maggior ragione quando si tratta di neonati così piccoli. In fondo – ha concluso – quando affrontiamo difficoltà operative in tempi ristretti sentiamo di essere in simbiosi con medici e operatori sanitari e, quindi, di poter comprendere appieno l’importanza cruciale del lavoro che svolgono».
 

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