Giornalista Rai aggredita dalla moglie del boss: contestata l'aggravante mafiosa

Chiuse le indagini sull'aggressione all'inviata Maria Grazia Mazzola, avvenuta a febbraio nel quartiere Libertà. Monica Laera, moglie del boss Caldarola, risponde di lesioni personali e minacce gravi

Un frame dal video dell'aggressione (Foto Ansa)

"Lesioni personali e minacce gravi con l'aggravante mafiosa": sono questi i reati contestati a Monica Laera, moglie del boss Lorenzo Caldarola, indagata per l'aggressione alla giornalista Rai Maria Grazia Mazzola, avvenuta lo scorso 9 febbraio al quartiere Libertà. La Procura di Bari ha chiuso le indagini preliminari, indagando anche la 59enne Angela Ladisa, consuocera della Laera, accusata di oltraggio a pubblico ufficiale.

L'aggressione

Secondo quanto denunciato dalla vittima e accertato dalla magistratura, la giornalista si era recata davanti all'abitazione della famiglia Caldarola, chiedendo informazioni sui procedimenti penali in corso nei confronti del figlio. Nella casa era allestita una camera ardente perché la stessa mattina era deceduta una familiare. La Laera aveva reagito rivolgendo minacce alla cronista con frasi del tipo "qui non c'è nessuna storia", "bastarda" e "non venire più qua che ti uccido" e poi colpendola al volto. Per la Procura le condotte sarebbero aggravate dal metodo mafioso poichè "l'intimidazione - si legge nell'imputazione - era tesa all'affermazione del controllo del territorio, in considerazione della sua qualità sia di condannata per partecipazione ad associazione di tipo mafioso denominata clan Strisciuglio, sia di moglie di Lorenzo Caldarola, condannato in due occasioni per associazione di tipo mafioso e detenuto al tempo del fatto quale capo promotore del clan operante nel quartiere Libertà". Dopo la presunta aggressione, la consuocera dell'indagata sarebbe intervenuta offendendo gli agenti di Polizia giunti sul posto.

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