Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Aggressione in un ambulatorio di Castellana: "Informatore scientifico preso a calci e pugni da un paziente"

La denuncia del presidente dell'Fedaiisf per il fatto accaduto il 6 luglio scorso. A scatenare la reazione dell'uomo, originario del posto, l'eccessiva attesa per la visita del medico

L'attesa dal medico era stata eccessiva e quando ha visto un informatore scientifico del farmaco che stava per entrare nell'ambulatorio, lo ha prima aggredito e poi colpito. E' la vicenda denunciata dalla Fedaiisf (Federazione delle associazioni degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco), che sarebbe avvenuta nella mattinata del 6 luglio scorso a Castellana Grotte, coinvolgendo un uomo originario di Torre a Mare.

Secondo la ricostruzione fornita dal presidente della Federazione, un 51enne originario di Castellana avrebbe preso prima a male parole l'informatore scientifico e poi lo avrebbe aggredito all'esterno dello studio medico. Caduto a terra, ha continuato a subire calci e pugni, fino all'intervento del medico, che ha messo fine all’aggressione. Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale Stazione e il 118, che ha trasportato la persona aggredita al Policlinico. L'aggressore è invece in stato di fermo.  

"Fedaiisf in tutte le sue componenti ha subito fatto pervenire le sue parole di solidarietà a Massimiliano - spiega il presidente Antonio Mazzarella - e lo sdegno per l’incredibile accaduto. Fedaiisf si è detta pronta a costituirsi parte civile, perché un’aggressione del genere può capitare a ogni informatore scientifico del farmaco".

Solidarietà all'informatore scientifico aggredito è stata espressa anche dal presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli. “Questi episodi di violenza – afferma Anelli in una nota –  sono il sintomo di uno svilimento di tutto quello che ruota intorno al medico e alla medicina e frutto del clima di sospetto per cui gli informatori scientifici sono visti come emissari delle industrie del farmaco se non come corruttori”. “Alla vittima, ma anche a tutti i suoi colleghi, va il nostro sostegno – conclude – e il riconoscimento del lavoro, prezioso quanto difficile, che svolgono nell’aggiornare i medici sui farmaci, in particolare su quelli innovativi, nell’interesse dei pazienti”.

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