Aggressioni alle Guardie mediche, la Regione studia soluzioni: "Sedi più isolate andranno chiuse"

La problematica affrontata nel corso di una riunione con le forze di polizia in Prefettura, alla quale ha preso parte il presidente Emiliano, che ha parlato della necessità di accorpare i presìdi a rischio con pronto soccorso e farmacie

Mettere a punto "un sistema di sicurezza" che copra "tutte le situazioni a rischio attraverso la tecnologia, l’accompagnamento e l’esame sulla idoneità delle strutture", valutando anche la chiusura e lo spostamento delle sedi più isolate. La questione della sicurezza del personale di guardia medica - alla luce dei sempre più frequenti episodi di aggressione - è stata oggi tra i temi al centro della riunione della Conferenza Regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza, che si è tenuta in Prefettura.

Emiliano: sedi più isolate chiuse e accorpate ad altri presìdi

“Il confronto sulla sicurezza del personale preposto alle guardie mediche è stato molto positivo – ha affermato il Presidente Michele Emiliano al termine dell’incontro con i Prefetti e i Comandanti regionali e provinciali delle Forze di polizia - abbiamo concordato di proporre ai sindacati dei medici e al personale coinvolto in queste situazioni di pericolo, un sistema di graduazione dell’intensità delle misure di sicurezza secondo le necessità concrete. Non credo assolutamente sia necessaria una generalizzata militarizzazione. Ci deve essere un sistema di sicurezza che copra tutte le situazioni a rischio attraverso la tecnologia, l’accompagnamento e l’esame sulla idoneità delle strutture. È chiaro che laddove le guardie mediche siano in un posto lontano e isolato, queste andranno necessariamente chiuse, accorpandole ad esempio ad altri uffici di polizia municipale o ai pronto soccorso, oppure anche alle farmacie di turno, creando una specifica sinergia”. “Altrove – ha continuato il Presidente - potremmo utilizzare quei dispositivi elettronici per migliorare ulteriormente il grado di sicurezza. Se poi sarà necessario dopo le 22.30 un servizio di accompagnamento,  sarà compito di ciascun Prefetto valutare le condizioni di sicurezza e decidere. La violenza che è insita nella nostra società, può colpire chiunque. I medici sono particolarmente esposti e quindi occorre un sistema ordinario che sia coordinato dai Prefetti e recepito poi dalla Regione”. Sui tempi di attuazione delle misure, Emiliano ha detto che “possono essere adottate molto rapidamente, solo però dopo l’accordo con l’Ordine dei Medici”.

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