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Cronaca

Aggressioni a operatori sanitari, l'Ordine dei medici: "Mediatori nei pronto soccorso per dialogare con pazienti e famiglie"

La proposta lanciata dal presidente dell'Omceo Bari, Filippo Anelli, dopo l'ultimo episodio ai danni di due infermieri al Di Venere: "Vie legali e inasprimento delle pene non bastano, serve abbassare livello di tensione"

"Esprimo la massima solidarietà a nome mio e dell’Ordine dei medici di Bari che rappresento ai due infermieri aggrediti ieri all’Ospedale Di Venere": così, in una nota, il presidente dell'Ordine dei Medici di Bari, Filippo Anelli, manifesta vicinanza ai due operatori sanitari rimasti vittime di un'aggressione lo scorso 25 aprile, da parte della madre di un paziente in dimissione.  "La disponibilità della ASL a supportare tramite il proprio ufficio legale i due operatori sanitari è un importante passo avanti. Grazie alla legge 113 del 2020 che ha introdotto la procedibilità d’ufficio in caso di violenze ai danni di operatori sanitari, l’aggressore potrà essere perseguito anche in assenza di querela di parte. Ma è importante che gli operatori sanitari abbiano la piena solidarietà e il sostegno concreto delle Aziende. Come Ordine da tempo ci costituiamo parte civile nei processi in cui vittime di aggressione sono i medici".

Anelli tuttavia lancia anche una proposta per cercare di arginare il fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari. "Sappiamo tuttavia - afferma - che le vie legali e l’inasprimento delle pene da sole non bastano ad evitare le violenze. Serve abbassare il livello di tensione soprattutto nei pronto soccorso, dove i pazienti e i loro famigliari spesso non comprendono cosa sta accadendo attorno a loro - aggiunge Anelli - In tal senso potrebbe essere utile introdurre figure di mediazione culturale, che dialoghi con i pazienti e le famiglie per spiegare la situazione, in modo da prevenire la conflittualità e l’esplosione della rabbia contro gli operatori sanitari".

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