Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

A Bari è allarme usura: imprenditori e commercianti strozzati dalla crisi covid, e i clan propongono prestiti 'porta a porta'

Un fenomeno su cui la Guardia di Finanza sta cercando di far luce attraverso indagini a Bari e in provincia, in comuni importanti dal Sudbarese all'Hinterland del capoluogo

Soldi già pronti per fronteggiare la crisi di liquidità forniti da sodalizi mafiosi storici della città di Bari a chi si trova in difficoltà per l'emergenza economica causata dal Covid-19: un fenomeno su cui la Guardia di Finanza sta cercando di far luce attraverso indagini nel capoluogo pugliese e in provincia, monitorando comuni importanti come Monopoli, Rutigliano, Corato, Conversano, Triggiano e Rutigliano.

Nelle ultime settimane, infatti, sono stati denunciate complessivamente 100 persone ritenute responsabili dei reati di usura ed estorsione in danno di piccoli imprenditori e famiglie in stato di bisogno. Tra i presunti usurai anche figure di clan importanti di Bari accanto ad esponenti del pizzo 'di prossimità', una nuova modalità che fornisce 'porta a porta' a imprenditori e commercianti grossi quantitativi di soldi sporchi, provento di reati o evasione fiscale. Le attività investigative. a seconda dei casi, sono state avviate dopo denunce sofferte e coraggiose da parte delle vittime. Lo schema del rapporto usurario, di massima, è sempre lo stesso: contanti contro contanti, con assegni, cambiali o preziosi dati in garanzia, ovvero cambi di assegni. La vittima riceve un assegno in bianco emesso da altro soggetto usurato e consegna, a sua volta, all’usuraio un suo assegno sempre in bianco maggiorato nell’importo dell’interesse; quest’ultimo assegno verrà poi incassato dall’usuraio ovvero consegnato ad altra vittima di usura e così via. Il volume d'affari stimato è di circa 1 milione di euro con l’applicazione di tassi di interesse mai inferiori al 50%, con punte di oltre il 4000% annuo.

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