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Sicurezza, più posti di blocco. Controlli rafforzati per porto e aeroporto

Dopo gli attacchi terroristici di Parigi anche in Italia cresce il livello di allerta. Ieri un vertice in Prefettura: misure di sicurezza intensificate per i due principali punti di accesso alla città, ma anche per il San Nicola in vista del triangolare Bari-Milan-Inter di martedì prossimo

Misure di sicurezza rafforzate per porto e aeroporto, i due principali luoghi di accesso alla città, ma anche maggiori controlli nel centro città, con posti di blocco sulle arterie stradali ritenute più 'sensibili'. Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, anche nelle città italiane cresce il livello di attenzione.

IL VERTICE IN PREFETTURA - Dopo l'avvio del protocollo di sicurezza scattato all'indomani degli attentati in Francia, ieri in Prefettura è stato convocato un incontro del Comitato sull’ordine e la sicurezza per fare il punto della situazione. Nessun rischio o minaccia specifica al momento per la città di Bari, anche se - come da prassi - l’allerta è stata innalzata al livello 2, per consentire l'adozione di quelle misure necessarie a fronteggiare ipotetici rischi.

I CONTROLLI E IL TROFEO 'SAN NICOLA' - I principali provvedimenti riguardano, come detto, verifiche intensificate per porto e aeroporto, ma l'attenzione si concentra anche sul Cara, la struttura di Palese che ospita i richiedenti asilo, già monitorata per evitare possibili rischi di 'reclutamento' da parte di cellule terroristiche. Ma in queste ore si lavora anche per predisporre controlli adeguati in vista del trofeo 'San Nicola', che martedì 24 novembre vedrà in campo Milan, Inter e Bari, e per il quale è previsto un grande afflusso di spettatori allo stadio.

LA 'GUERRA TRA CLAN' - Nel corso della riunione, tuttavia, si è fatto anche il punto sulla situazione legata alla criminalità locale, con riferimento in particolare alle due gambizzazioni avvenute, nel giro di pochi giorni, a Ceglie del Campo. Non è ancora chiaro se i due episodi siano collegati tra loro. Di certo si tratta di due fatti avvenuti nel 'feudo' del boss pentito Antonio Di Cosola, segno probabilmente di 'fibrillazioni' interne all'ambiente criminale, in cui alcuni equilibri sono saltati.

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