Borse di studio Adisu, gli studenti si riuniscono per 'costruire' il nuovo bando

L'iniziativa 'AltroBando', organizzata da Link e Rete della conoscenza, si è tenuta oggi a Bari e in altre città pugliesi. "Ci saranno altri incontri fino alla discussione in Consiglio del testo" spiegano

Gli studenti universitari pugliesi scendono in campo per 'disegnare' il nuovo bando Adisu per le borse di studio dell'anno accademico 2018/2019. Si è tenuta anche a Bari la manifestazione 'AltroBando', organizzata da Rete della conoscenza Puglia e Link, per raccogliere le problematiche e le proposte di miglioramento, da portare in Consiglio d'amministrazione dell'Ateneo nelle prossime settimane. 

Fino ad allora gli studenti promettono di organizzare altre iniziative come quella del 21 febbraio, così da "discutere con tutti gli studenti e studentesse - spiega Enrico Pulieri, rappresentante degli studenti nel CdA Adisu - delle modifiche che si potrebbero apportare al nuovo bando Adisu e delle esigenze per migliorare il sistema del diritto allo studio in Puglia”.

Passi avanti e ritardi

Il tema della borse di studio è molto sentito dalla comunità studentesca. Già negli scorsi anni erano state accettate dall'Ateneo diverse proposte presentate, come l'innalzamento delle soglie Isee e Ispee (da 23mila a 50mila euro), all'introduzione del nuovo sistema Isee, così da includere una platea sempre maggiore di studenti nelle graduatorie.

Rimangono però ancora dei problemi irrisolti. "Il ritardo nei finanziamenti statali - spiega Link - nuove e restrittive normative sul trattamento dell’iva per gli enti del diritto allo studio che hanno reso più dispendioso erogare i servizi, e un definanziamento sistematico e continuo, minano il diritto allo studio". Per ripartire, come spiega il sindacato studentesco, bisogna garantire tempi certi per l’erogazione delle borse di studio, "che non possono essere un rimborso - precisano - ma un sostegno all’inizio dell’anno; è necessario assicurare anche per il prossimo anno la copertura totale delle borse di studio e discutere anche delle problematiche inerenti la carenza di posti alloggio e la fruibilità del servizio mense".

Qualche perplessità suscita anche la scelte dell'ente regionale di proseguire sulla strada dell’esternalizzazione dei servizi erogati, "senza garanzie - spiegano in una nota da Rete della conoscenza - rispetto alla qualità e alla gestione degli stessi, una rotta che crediamo si debba invertire a favore del settore pubblico".

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