Gli ambulanti di via Pitagora chiedono la riapertura del mercato, Comune al lavoro per una nuova sistemazione

Gli operatori del mercato di Japigia pronti a riaprire le bancarelle, dopo lo stop scattato a marzo nel rispetto delle disposizioni per l'emergenza Covid. L'assessore alle Attività economiche Palone: "Stiamo individuando una soluzione per permettere loro di lavorare in sicurezza"

Fermi da marzo per lo stop forzato imposto dalle misure legate all'emergenza Coronavirus, gli operatori del mercato di Japigia sperano di poter tornare al più presto a lavorare. La chiusura sta mettendo in crisi gli ambulanti, che nei giorni scorsi hanno fatto appello al Comune per poter riaprire. Una richiesta accolta dall'amministrazione comunale, ma che non può prescindere da una nuova sistemazione dell'area che consenta il rispetto delle norme imposte dell'emergenza sanitaria, a cominciare da quelle relative al distanziamento sociale.

"Comprendiamo la loro voglia di tornare a lavorare, e sicuramente la riapertura ci potrà essere, ma soltanto mantenendo le distanze di sicurezza, dobbiamo essere certi di poter evitare assembramenti e rischi di contagio", spiega l'assessore alle Attività economiche Carla Palone, che in queste ore è al lavoro per trovare una soluzione che consenta agli ambulanti (la riapertura riguarderebbe solo le bancarelle di generi alimentari) di tornare a lavorare. "Proprio questa mattina - prosegue Palone - abbiamo tenuto una videoconferenza con il sindaco, il comandante della Polizia municipale e i tecnici delle Ripartizioni Traffico e Ivop per capire, sulla base di misure e posteggi, come poter sistemare i 97 operatori". L'ipotesi al vaglio, per il momento, è quella di lasciare i banchi dell'ittico lungo via Pitagora, spostando tutti gli altri in una zona vicina, senza frammentare ulteriormente il mercato. Sembra scartata anche l'opzione di una sistemazione sulla sola via Magna Grecia, poiché non assicurerebbe uno spazio sufficiente per collocare tutti gli operatori, così come sono state escluse altre zone del quartiere più lontane da via Pitagora e ritenute meno commerciali. Sarà poi necessario anche disporre una regolamentazione degli accessi, con il coinvolgimento della Multiservizi, e della viabilità nella zona. "Tra questo pomeriggio e domani mattina i tecnici ci forniranno una piantina con le nuove zone individuate, e in caso saremo pronti a convocare i rappresentanti di categoria. Nel corso di questa settimana - assicura Palone - potremo dare risposte concrete per poi partire. Gli operatori hanno compreso la situazione, e nonostante le difficoltà stanno collaborando molto".

Un'altra possibilità offerta dall'assessorato alle Attività economiche, in risposta a una richiesta avanzata a inizio aprile da Fiva Confcommercio, è quella, per gli operatori di via Pitagora, di spostarsi in uno dei box vuoti disponibili in altri mercati cittadini, come corso Mazzini, Sant'Antonio, Santa Scolastica: "Stiamo facendo tutto il possibile per dare loro la possibilità di lavorare", aggiunge Palone, fermo restando e condizioni imposte dall'emergenza sanitaria. Del resto, le conseguenze del lockdown pesano inevitabilmente su tutto il commercio cittadino: "Abbiamo 5mila attività chiuse a Bari - dice Palone - Faremo in modo di occuparci di tutti".

Intanto gli ambulanti di via Pitagora si dicono pronti a riaprire nel rispetto delle misure necessarie. "Anche se a causa  del DCPM non abbiamo potuto incontrare gli operatori, il confronto con  l'amministrazione comunale è stato continuo sin dal primo momento - afferma Vito Cassano, referente Fiva Confcommercio delegato per i mercati alimentari - Ora attendiamo che il tutto venga messo in pratica nel minor tempo possibile, affinché si possa ritornare a lavorare, anche se con difficoltà logistiche". "Il mercato di via Pitagora - sottolinea infine Cassano - potrebbe anche scongiurare inutili assembramenti su altri mercati".

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